E' in corso in queste ore un'operazione condotta dalla Polizia di Torino nei confronti di alcune persone ritenute direttamente coinvolte nei disordini che - nei mesi scorsi - videro Torino al centro di scontri in occasione delle manifestazioni pro Pal in sostegno della Global Sumud Flotilla. Fonti vicine al mondo antagonista parlano di 5 arresti domiciliari e 12 obblighi di firma. Complessivamente sono state 24 le perquisizioni domiciliari, anche su strumenti informatici.
A sostegno della Flotilla
Era l'inizio dell'autunno quando, a più riprese, le strade del capoluogo piemontese si riempirono di persone che voleva mostrare il proprio supporto alla missione umanitaria che, attraverso l'invio di diverse imbarcazioni che solcarono il mar Mediterraneo, volevano spezzare l'isolamento della Striscia di Gaza imposto da Israele. Ma alcune di queste manifestazioni degenerarono anche in maniera violenta e distruttiva: è il caso del blitz effettuato all'interno delle Ogr, ma anche l'assedio della sede di corso Francia di Leonardo con scambio di lacrimogeni e oggetti contundenti con le forze di polizia e la distruzione delle autovetture di alcuni dei dipendenti della fabbrica aerospaziale, accusata di essere complice delle attività belliche di Tel Aviv.
Disordini interessarono anche le stazioni ferroviarie della città, soprattutto Porta Susa, con disagi e ritardi nei collegamenti in treno. Ma anche l'aeroporto di Caselle fu interessato da proteste e disordini. Quello fu solo uno dei periodi di grande tensione legati alle manifestazioni di piazza a Torino: una scia di scontri e di feriti, oltre alle devastazioni delle vie e dei luoghi della città, che si trascina ancora oggi e che nelle scorse settimane ha visto il suo apice in occasione del corteo a favore dell'ex centro sociale di Askatasuna.
Il dettaglio dei fatti contestati
I fatti riguardano innanzitutto la manifestazione del 24 settembre, in occasione della quale circa 1500 persone, dopo essersi ritrovate in piazza Castello, hanno sfilato per le vie del centro fino a raggiungere la stazione ferroviaria di Porta Susa, dove circa 700 manifestanti, dopo aver forzato uno degli accessi, hanno fatto ingresso in stazione e occupato per circa un’ora e venti minuti i binari ferroviari, determinando il blocco della circolazione.
Gli ulteriori episodi contestati fanno riferimento alla giornata del 2 ottobre quando, nel corso della mattinata, circa 30 attivisti, dopo aver raggiunto in bicicletta l’aeroporto “S.Pertini” di Caselle, hanno tagliato la recinzione perimetrale accedendo all’interno dell'aeroporto e causando per circa 30 minuti la sospensione dei voli. In serata si è poi tenuto un corteo partecipato da 10.000 persone le quali, dopo aver percorso il centro cittadino, hanno raggiunto le O.G.R., dove il giorno successivo, nell’ambito dell'Italian Tech Week, era in programma la partecipazione del fondatore di Amazon Jeff Bezos e della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, scavalcando e aprendo dall’interno i cancelli perimetrali, hanno consentito a decine di manifestanti di accedere alla struttura. Qui gli attivisti hanno danneggiato arredi, monitor, vetrate e quattro autovetture di Stellantis, nonché spintonato e strattonato gli addetti alla sicurezza intervenuti per tentare di bloccarne l’accesso. A seguito dell’intervento del personale del Reparto Mobile per allontanare i manifestanti, due operatori sono stati feriti, riportando lesioni con prognosi di 10 giorni, a causa del lancio di un’anguria da un corridoio sovrastante collocato ad oltre 4 metri di altezza.
Il giorno successivo, 3 ottobre, nell’ambito della mobilitazione lanciata contro la kermesse Italian Tech Week, circa 1300 attivisti hanno effettuato un corteo attraverso le vie perimetrali delle O.G.R. (dove era in corso di svolgimento l’evento) tentando più volte di accedere alla struttura, lanciando pietre ed oggetti contro il personale delle Forze dell’Ordine che ha respinto i manifestanti i quali si sono poi spostati all’esterno dell’azienda Leonardo in corso Francia 426. Qui è stato effettuato un fitto lancio di bottiglie e pietre all’indirizzo della forza pubblica, causando il ferimento di 6 operatori del Reparto Mobile con prognosi fino a 30 giorni, e sono state danneggiate le autovetture dei dipendenti all’interno del parcheggio del plesso aziendale.
Altro fatto oggetto della richiesta di misura cautelare riguarda l’irruzione all’interno della Città Metropolitana di Torino avvenuta il 14 novembre, nella quale sono stati feriti 9 operatori del Reparto Mobile con prognosi di 7 giorni. In questa occasione, nella fase conclusiva del corteo promosso per il “No Meloni Day”, i manifestanti hanno cercato di accedere indebitamente all’interno della Città Metropolitana attraverso una porta carraia che conduce al garage della sede istituzionale, aggredendo gli operatori del Reparto Mobile con calci, colpi di asta di bandiera, lanci di oggetti, tra cui sellini di bicicletta e un estintore, il cui gas era stato dapprima utilizzato contro il personale di Polizia. Si ricorda che proprio a seguito dei fatti descritti è stato effettuato l’arresto in flagranza differita di uno dei manifestanti.
L’ultimo episodio contestato è relativo all’irruzione all’interno della sede del quotidiano “La Stampa” avvenuta il 28 novembre, a margine del corteo organizzato per la giornata di sciopero generale. Nella circostanza circa 80 manifestanti, dopo aver scavalcato i cancelli esterni, hanno fatto accesso, utilizzando la forza intimidatrice del gruppo, all’interno dello stabile, danneggiando alcune porte, una telecamera di video-sorveglianza e vergando diverse scritte.