Non solo il rincaro dei carburanti: a preoccupare una parte dei benzinai torinesi, così come molti altri in Italia, c'è il rischio di perdere il lavoro o comunque di diventare precari. Esso non esiste più nel nostro Paese dal 2018, quando i punti vendita nazionali vennero rilevati dall'Eg Group.
Le 5 società
Nel 2025 la società inglese ha deciso di cedere tutte le pompe presenti sul territorio nazionale ad un consorzio formato da cinque realtà: Pad Multienergy (che possiede in esclusiva la licenza per i distributori Shell in Italia), Vega Carburanti, Toil (aziende entrambe conosciute nel settore del Gpl), Dilella Invest (tra i principali distributori nel Sud) e GIAP (marchio per la distribuzione di carburanti con sede a Modica).
Uno scenario di incertezza che preoccupa molto i benzinai del nostro territorio, come denunciato in commissione Lavoro dal presidente di Faib Confesercenti Vincenzo Nettis. "Nei sette anni di Eg Group - ha spiegato - non sono stati fatti investimenti sul territorio, né ci sono stati grandi evoluzioni: è sempre più difficile interloquire con le società per avere un migliore trattamento economico".
Rischio precarizzazione
Un quadro che rischia di complicarsi con il nuovo consorzio. "Non sappiamo - ha aggiunto Nettis - come verranno divisi tra i 5 marchi i 75 impianti presenti nel Torinese, per un totale di 175 in Piemonte: dovrebbero essere ripartiti tra Pad e Vega". Un assetto che preoccupa molto i lavoratori del comparto. "Si vanno a scardinare - ha spiegato il presidente - tutti i rapporti: c'è il rischio di una precarizzazione ed una grande preoccupazione da parte di chi gestisce attualmente i punti vendita".
"Il timore - ha proseguito - è che vengano estromessi gli attuali gestori ed inseriti dipendenti part-time: certo non più garantito l'attuale servizio, con 11/12 ore di apertura. Difficilmente riusciremo ad opporci: i nostri impianti contribuiscono a garantire presidio e sicurezza al territorio". Un scenario, ha replicato l'assessore al Commercio Paolo Chiavarino, "preoccupante: oltre al tema dell'occupazione, siamo preoccupati anche del servizio al territorio".






