Il pieno pesa sempre di più sulle tasche dei torinesi. Negli ultimi giorni il prezzo del diesel ha sfondato anche quota 2,1 euro al litro in diversi distributori della città, comprese le cosiddette “pompe bianche”, tradizionalmente più convenienti. Un’anomalia che sta facendo discutere gli automobilisti, abituati a trovare proprio in queste stazioni un’alternativa più economica.
Da piazzale San Gabriele da Gorizia fino a corso Traiano e corso Turati, la musica è sempre la stessa.
Perché il diesel costa così tanto
Alla base dell’aumento ci sono diversi fattori, a partire dalle tensioni internazionali (ultima, la crisi in Iran) che incidono sul costo del petrolio raffinato. Il diesel, infatti, è particolarmente sensibile alle dinamiche globali perché è legato non solo ai trasporti privati, ma anche alla logistica, al trasporto merci e al riscaldamento in molti Paesi europei. Quando la domanda cresce, i prezzi salgono rapidamente.
Negli ultimi mesi, inoltre, si è registrata una riduzione della capacità di raffinazione in Europa, con alcuni impianti rallentati o chiusi. Questo ha reso il diesel più “scarso” rispetto alla benzina, contribuendo a farne aumentare il prezzo.
Accise, tasse e rincari alla pompa
A incidere in modo significativo è anche la componente fiscale. In Italia, sul prezzo finale di benzina e diesel gravano accise e Iva che rappresentano una quota consistente del costo al litro. Anche piccoli aumenti del prezzo industriale si traducono quindi in rincari immediati per i consumatori.
A Torino, poi, il prezzo elevato si riflette in modo uniforme anche sulle pompe bianche. Questi distributori indipendenti, che solitamente riescono a contenere i prezzi grazie a costi di gestione più bassi, stanno risentendo a loro volta degli aumenti all’ingrosso, riducendo il divario con i marchi tradizionali.
Le conseguenze per i cittadini
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fare il pieno oggi costa anche 10-15 euro in più rispetto a due settimane fa. Un impatto significativo soprattutto per chi utilizza l’auto ogni giorno per lavoro.
E mentre gli automobilisti cercano le stazioni più convenienti, cresce la sensazione che anche le pompe bianche - un tempo rifugio contro il caro carburante - non riescano più a garantire quel risparmio che le aveva rese un vero e proprio punto di riferimento.









