Se Alleanza Verdi Sinistra apre ad una coalizione giallorossa per le Comunali di Torino, il Movimento 5 Stelle chiude. O meglio chiarisce quali sono i presupposti per un'alleanza: "una proposta di discontinuità per Torino". Resta il veto, al meno per il momento, sia sulla ricandidatura a sindaco di Stefano Lo Russo così come su una parte del programma.
Le divisioni
Troppo grandi le divisioni su alcuni temi, come l'ospedale di Torino nord alla Pellerina, ma anche le ruggini tra i due partiti. E così se all'indomani dell'esordio del campo largo a Napoli, i leader di Sinistra Ecologista e dei Verdi hanno voluto lanciare un messaggio di apertura, i pentastellati chiariscono le condizioni del dialogo.
"Giudizio critico su Giunta Lo Russo"
"Considerare la continuità come scelta naturale - spiega il capogruppo comunale del Movimento Andrea Russi - significa saltare proprio questo passaggio. Le alleanze costruite soltanto per battere la destra si sono già rivelate fragili e rischiano di produrre accordi elettorali più che una proposta capace di parlare alla città".
Per i pentastellati Torino ha bisogno di un progetto forte, progressista, riconoscibile, oltre ad una figura in grado di sostenerlo con credibilità. "Su casa, welfare, trasporto pubblico, periferie, ambiente, servizi e qualità della vita il Movimento 5 Stelle ha espresso in questi anni un giudizio molto critico sulla Giunta" chiosa Russi.
Ad intervenire in modo critico anche il coordinatore del M5S Torino Alberto Unia: "Onestamente non ho ancora capito la proposta politica e la visione di futuro della città che proporrebbe questa coalizione. Meno parchi, più lavoro legato all'industria delle armi, partecipazione solo quando i cittadini sono d'accordo?".
Le partite problematiche
E nel corso dell'incontro per la nascita di Alleanza Verdi Sinistra in Sala Rossa e Circoscrizioni si è parlato anche di alcune partite problematiche ancora aperte, da Askatasuna all'ospedale di Torino nord alla Pellerina sino alla quarta linea del termovalorizzatore del Gerbido.
Per la vicenda dell'ex centro sociale di corso Regina è intervenuto Roberto Tricarico, rappresentante di Europa Verde, che ha incalzato il Comune: "ci auguriamo che la questione venga risolta prima delle elezioni". Dopo lo sgombero di dicembre scorso, ora l'area di Vanchiglia è militarizzata: "Dobbiamo liberare le forze dell'ordine occupate nel presidio e restituire alla città un bene".
Sull'ospedale di Torino nord alla Pellerina a parlare il presidente della Circoscrizione 4 Alberto Re: "quella partita ormai è chiusa dal punto di vista dei fondi ed accordi istituzionali. Siamo intervenuti in fase progettuale, chiedendo che la struttura occupasse solo l'area dei giostrai e non si toccasse il parco, oltre a mettere nero su bianco che le compensazioni ambientali per l'opera partissero dalla Circoscrizione".
Il termovalorizzatore al Gerbido
Critica sull'ampliamento del termovalorizzatore del Gerbido la capogruppo regionale di AVS Alice Ravinale: "Il piano regionale dei rifiuti è inagedutato e non finanziato a dovere. La battaglia si è giocata troppo sulla localizzazione e non sul modello di raccolta, che è quella che dovrebbe essere fatta".
"Il programma elettorale delle Comunali di Torino dovrà prevedere l'aumento della raccolta differenziata, mentre il termovalorizzatore porta avanti in modo drammatico un'altra idea di gestione dei rifiuti" conclude Ravinale.





