Una vecchia fabbrica che rinasce, un parcheggio di bus che diventa un pezzo di città e un investimento da oltre 26 milioni di euro per farlo. È questo il futuro del quadrante nord del capoluogo piemontese, dove nascerà il Terminal Torino Fossata, il nuovo polo per chi viaggia su gomma e per chi cerca un posto dove dormire a due passi dai binari.
Il progetto interessa l'area dell'ex stabilimento Kerry, circa 7.000 metri quadrati da troppo tempo dismessi. Lì sorgerà la nuova autostazione per i collegamenti a media e lunga percorrenza, quella destinata a mandare in pensione l'attuale sosta di corso Vittorio Emanuele. Più di 30 stalli per i pullman, alcuni già pronti per la ricarica elettrica, servizi per chi viaggia e per gli autisti, negozi, officine e manutenzione.
Infine, anche un hotel da circa 130 camere a insegna IHG, pensato non solo per chi scende dal bus, ma per turisti e professionisti, e un parcheggio da 130 posti auto con tetto fotovoltaico.
Il cuore dell'operazione: l'interscambio
Il terminal sarà attaccato alla stazione Rebaudengo Fossata, alla futura Linea 2 della metropolitana e alla rete stradale. L'idea è semplice: togliere i bus dal centro, rendere i cambi più veloci e cucire insieme ferro, gomma e città.

Lo Russo: "Una città più connessa"
Per il sindaco di Torino Stefano Lo Russo è un esempio concreto di partenariato pubblico-privato capace di unire risorse private e visione pubblica. Il primo cittadino rivendica l'obiettivo di costruire una Torino più connessa e accogliente, con un nuovo snodo per le lunghe percorrenze vicino a Rebaudengo e alla futura metro 2 che renderà i collegamenti più comodi e riqualificherà tutta la zona nord, mentre l'hotel business darà spazi a chi viaggia per lavoro.
"Siamo davvero molto soddisfatti dello stato di avanzamento di un investimento che porta rigenerazione urbana, nuovi servizi e posti di lavoro, contribuendo a costruire la Torino di domani: una città sempre più connessa, accogliente e innovativa." - sottolinea Lo Russo.

Autostazione più moderna e funzionale
Dietro il progetto ci sono Air Pullman S.p.A., attraverso Immobiliare Fossata S.r.l., ed Equiter S.p.A., advisor esclusivo di Fondo Tematico Turismo S.r.l.. Proprio Fondo Tematico Turismo, società-veicolo controllata interamente da Intesa Sanpaolo, ha messo sul piatto 16 milioni di euro di risorse PNRR, tra aumento di capitale e finanziamento soci, salendo al 44% di Immobiliare Fossata. Il restante 56% resta al Gruppo Air Pullman. Il disegno è di PICCO Architetti, i cantieri sono affidati a Secap S.p.A.. Tempi stretti: autostazione pronta per la metà del 2027, hotel aperto entro la fine dello stesso anno.
Secondo Air Pullman l'investimento nasce proprio per trasformare un'area dismessa con un modello di autostazione più moderno e funzionale. L'azienda insiste sul fatto che non sarà solo sosta e partenza, ma un vero punto di accesso alla città. È il mix tra mobilità e accoglienza il tratto distintivo. Un modello che vuole mettere insieme bus, letti e sviluppo locale.
"Con il Terminal Torino Fossata abbiamo voluto dare una risposta concreta a un'esigenza del trasporto a lunga percorrenza, creando un'infrastruttura pensata non soltanto per la sosta e la partenza degli autobus, ma come un vero punto di accesso alla città", dichiara Alessandro Oldrini Consigliere delegato di Air Pullman S.p.A.
Per Equiter l'intervento mette in relazione mobilità, ricettività e sviluppo territoriale e si inserisce negli interventi strategici pianificati dal Comune per il quadrante nord. "L'operazione promossa da Immobiliare Fossata rappresenta un modello di valorizzazione integrata, capace di mettere in relazione mobilità, ricettività e sviluppo territoriale", dichiara Carla Patrizia Ferrari, CEO di Equiter S.p.A.
Nessun consumo di suolo
Niente nuovo consumo di suolo, solo recupero. È questa la parola d'ordine che torna anche nelle stanze dell'assetto territoriale. Per l'assessore all'Urbanistica Paolo Mazzoleni, il progetto incarna la linea di rigenerare l'esistente senza consumare altro suolo e si inserisce in una delle Figure di Ricomposizione Urbana del nuovo Piano Regolatore, la Porta Nord, a dimostrazione della sua natura trasformativa.
"Il Terminal Torino Fossata interpreta bene una delle direzioni su cui stiamo lavorando per la trasformazione della città: rigenerare l'esistente, senza nuovo consumo di suolo, integrando funzioni diverse e rafforzando le connessioni tra mobilità e tessuto urbano", ha dichiarato Mazzoleni.

L'architettura pensata come infrastruttura
Per l'architetto la nuova autostazione, insieme a Rebaudengo e alla futura stazione di testa nord della Linea 2, crea una nuova centralità strategica per tutto il quadrante nord metropolitano, mentre l'albergo diversifica l'offerta ricettiva anche fuori dal centro.
"L'intervento interpreta l'architettura come infrastruttura: la nuova stazione degli autopullman, la stazione Rebaudengo con il trasporto ferroviario e la stazione di testa nord della Linea 2 della metropolitana costituiscono una strategica nuova centralità per il quadrante nord metropolitano", ha infine spiegato l'architetto Cristiano Picco.









