"Oggi mettiamo una pietra tombale sulla moschea nell'ex Fonderie Nebiolo". Dopo settimane di polemiche e presidi di protesta, il capogruppo regionale della Lega Fabrizio Ricca mette la parola fine sul progetto della Confederazione Islamica Italiana, che in via Bologna voleva costruire un luogo di culto ma anche un centro interculturale.
Bonifiche in corso
E la scrive non usando la diatriba politica, ma gli strumenti amministrativi e le informazioni messe a disposizione dagli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati. "Il sito - chiarisce Ricca - oggi non è idoneo alla fruizione pubblica". E continuerà ad esserlo per un po'. Attualmente sono infatti in corso le bonifiche dei terreni dell'ex fabbrica, che dovrebbero terminare nel 2027: lo spazio risulta ancora iscritto all’anagrafe regionale dei siti contaminati.
Ma non è tutto perché il progetto operativo, approvato dal Comune di Torino con determinazione dirigenziale del 14 maggio 2026, prevede una messa in sicurezza permanente. Secondo la prescrizione della Città Metropolitana e di Arpa Piemonte, il cantiere di costruzione della nuova moschea potrà iniziare solo dopo cinque anni dal primo primo controllo post-operam.
5 anni post bonifica
Per vedere gli operai al lavoro bisognerà attendere quindi il 2032, trascorso il quinquennio necessario dalla fine della bonifica. "Resta aperto - sottolinea Ricca - anche il tema dell’amianto". Il sito risulta iscritto nel catasto amianto comunale: nei terreni, dato che si tratta di un ex Fonderia, potrebbero essere presenti metalli pesanti e altri inquinanti. Bisognerà inoltre provvedere anche al monitoraggio delle acque sottostanti.
"Chiediamo al Comune di Torino - continua Ricca - di fermare il progetto finché non sarà fatta piena chiarezza su contaminazione, amianto e sicurezza degli utenti. Siamo orgogliosi di aver portato avanti questo battaglia per un progetto non voluto da nessuno, iniziato con Appendino e portato avanti da Lo Russo. Da domani non sentiremo più parlare dell'ex Nebiolo". "Noi non siamo contro la libertà culto: ci sono tanti luoghi dove i musulmani possono pregare a Torino" conclude.
Salvini: "Stop a nuove moschee senza intesa con lo Stato"
Ad intervenire anche il Ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Nessun abuso e nessuna illegalità, tantomeno con possibili rischi per la salute pubblica, potranno essere tollerati a Torino in nome dell’Islam. Stop a nuove moschee a Torino e in tutta Italia finché l’Islam non avrà sottoscritto un’intesa con lo Stato italiano, nel pieno rispetto delle nostre leggi, delle nostre regole e dei nostri valori”.
"Monitoraggio di 5 anni non equivale a stop. Il cantiere può partire"
A replicare è la Confederazione Islamica Italiana che, dopo aver confermato come la bonifica sia ancora in corso, chiarisce "il progetto approvato prevede che l'intervento da realizzare sia una Messa in Sicurezza Permanente (MISP)". La MISP dispone che, durante i 5 anni di monitoraggio, nell'ex Nebiolo possano partire i lavori di costruzione e al termine si possa fruire della struttura.
La differenza rispetto ad una bonifica tradizionale è che con la messa in sicurezza permanente : "non necessariamente si rimuovono tutti gli elementi contaminanti. Si interviene per isolare e confinare le eventuali fonti di contaminazione, impedendo che possano disperdersi o entrare in contatto con le persone e l'ambiente". "I cinque anni - aggiunge la Confederazione - non rappresentano un periodo di attesa durante il quale l'area deve rimanere inutilizzata. il monitoraggio quinquennale non equivale a un divieto quinquennale di utilizzo".
Ravinale (AVS): "Chi governa la Regione pensi alle bonifiche del Parco della Salute"
Ad intervenire anche la capogruppo di AVS Alice Ravinale: "Nulla si ferma, si tratta degli ordinari termini per la bonifica di terreni, cosa che peraltro dovrebbe interessare tutta la cittadinanza visto che quegli inquinanti sono lì da tempo ed è un bene che vengano rimossi". "Suggeriamo alla destra di evitare di strumentalizzare persino gli atti tecnici e di pensare piuttosto ai lavori del Parco della Salute, che avrebbero dovuto partire nel 2025 e che sono tuttora fermi anche a causa dei rallentamenti dovuti alle bonifiche" conclude.
Unia (M5S): "Lega non utilizzi bonifica come escamotage per propaganda"
"La sicurezza ambientale - dice il consigliere regionale del M5S Alberto Unia - non si discute, ma la Lega non utilizzi una bonifica come escamotage per la propria propaganda. Come M5S chiediamo sia chiarito se gli interventi di messa in sicurezza possano procedere parallelamente alla riqualificazione edilizia e a quali condizioni sia possibile la successiva apertura degli spazi". "Se esistono problemi ambientali, vanno risolti" conclude il pentastellato.
Appendino : "Rivendico con orgoglio via libera alla moschea"
A rivendicare "con orgoglio" di aver dato il via libera alla nuova moschea, in qualità di ex sindaca, è Chiara Appendino. "Un edificio e un'area abbandonati da decenni - sottolinea la parlamentare del Movimento - diventeranno un centro polifunzionale con aule studio e sì, anche la nuova moschea, perché ho preferito una zona attraversata dai cittadini e dagli studenti piuttosto che in balia del malaffare e dello spaccio. La destra, invece di cercare appigli burocratici e indicare un nemico da odiare, pensi a mettere più volanti in strada, telecamere e controlli reali nelle periferie come hanno promesso per anni".
Appello a Piantedosi
In occasione della visita del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, torna invece a ribadire i suoi dubbi sul il govenatore Alberto Cirio: "Si tratta di un progetto finanziato dal governo del Marocco, non da un gruppo di fedeli che hanno si sono voluti autotassare per trovare un luogo in cui pregare". "Per questo - ha proseguito il governatore - abbiamo trasmesso queste nostre preoccupazioni al ministro e gli abbiamo spiegato che la Regione Piemonte sta ragionando sull'irrigidire alcune norme proprio per garantire sempre di più che la libertà religiosa non sia la libertà di fare qualcos'altro”. “A Piantedosi abbiamo chiesto attenzione, secondo quelle che sono le sue competenze, al controllo della sicurezza e di tutti i fenomeni che possono riguardare la radicalizzazione islamica. Il ministro ci ha detto che era ben consapevole della situazione e che la sua attenzione sarà rivolta ai cicli di finanziamento, cioè ad andare a verificare chi paga, perché, e come. Gli abbiamo lasciato una memoria e continueremo a essere molto vigili sulla vicenda”, ha concluso il Cirio.





