Il caldo è arrivato (anche) a Torino con qualche giorno di anticipo e, puntuali, sono tornati pure i black out: ore e ore, soprattutto in alcuni quartieri della città, senza corrente elettrica. Con tutto quello che ne consegue per le attività commerciali, ma pure per i privati cittadini. Una situazione imprevedibile, ma anche molto dannosa, che ha subito scatenato le ire non solo della cittadinanza, ma anche del mondo della politica locale che chiede conto di un deja-vu piuttosto forte, rispetto allo scorso anno. Nel mirino, in particolare, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo e i vertici di Iren. Le problematiche maggiori sono nelle zone di collina e pre collina, ma non solo: le segnalazioni arrivano da più parti della città.
Sono soprattutto i giunti a soffrire: a causa del calore del terreno non riescono a dissipare la temperatura e si fondono, mandando in tilt l'alimentazione. Se ne contano circa 6000 in tutta la città. E viste le temperature previste per i prossimi giorni, la situazione non induce all'ottimismo. Lo scorso anno, nei tre giorni nel cuore di giugno (13-14-15) che causarono i danni maggiori, il numero di guasti fu di 45. Adesso si è fermi a circa 15 (un terzo).
"Impegnati al massimo"
"Ci stiamo impegnando ai massimi livelli tramite Ireti per gestire una situazione che è molto complessa, per ridurre al minimo gli impatti sulla città - dice Luca Dal Fabbro, presidente di Iren -. Stiamo facendo un percorso di lungo periodo e la revisione della rete torinese, che è vecchia e va rimodernata, è un impegno che deve durare nel tempo. I risultati si vedranno più avanti. Le difficoltà del 2025 ci hanno dato una lezione di cui facciamo tesoro, ma c'è ancora molto da imparare. Non possiamo permetterci un black out di questo genere, a Torino".
"Mezz'ora il tempo medio di intervento"
"Per il livello delle temperature e per la persistenza dell'ondata di calore siamo di fronte a un record storico per la città di Torino, soprattutto a maggio - spiega Gianluca Riu, responsabile reti di Ireti -. Il suolo, poi, è almeno 10 gradi centigradi in più rispetto all'aria. Si sono intensificati i guasti nella rete e i black out e in media siamo riusciti a gestirli in 30 minuti quando è stato possibile attivare i comandi di telegestione a distanza. Ma ci sono stati anche casi più difficili, intervenendo anche con la posa di gruppi elettrogeni per rialimentare l'utenza. Ma anche in questo caso si è arrivati a una media di minuti per rialimentare l'80% dell'utenza". Una reazione possibile "grazie alla task force messa in campo sulla scorta degli eventi dello scorso anno - prosegue -: circa 100 tecnici qualificati che operano nelle cabine di trasformazione secondarie per cercare il guasto e ripararlo. Sono più del doppio delle risorse standard a disposizione. Inoltre si contano circa 30 gruppi elettrogeni pronti all’impiego".
"Investimenti in atto"
In corso, garantiscono da Ireti, ci sono anche gli investimenti: "50 milioni per il rinnovo della rete e altri 50 per il potenziamento della rete. Abbiamo da poco messo in aziona la cabina primaria a Nord di Torino e stiamo ultimando quella in zona Sud, in corso Bramante che sarà messa in esercizio il prossimo anno. Ma abbiamo anche realizzato nuove dorsali per collegare meglio i quartieri, non lasciando che l'alimentazione arrivi da un solo cavo. In tutto, abbiamo attivato oltre 900 cantieri nelle strade torinesi".
"Cento milioni ogni anno"
"La task force è una ricetta nell'immediato - aggiunge l'ad di Iren, Gianluca Bufo -: non azzera il rischio black out, ma punta a riattivare il prima possibile la rete elettrica. Proseguiremo con gli investimenti come previsto nel piano industriale presentato di recente. Sono ben 515 i milioni di investimento, quindi circa 100 ogni anno e proseguiremo con le cabine principali, oltre a rinforzare le interconnessioni. Ma bisogna dosare lo svecchiamento della rete. Forse lo scorso anno avevamo sottovalutato il percorso, ma adesso l'impegno è massimo e abbiamo più che raddoppiato le forze in campo".
Il dito è puntato contro il caldo: "Un evento record per il mese di maggio, con uno sbalzo di richiesta di elettricità di circa il 30% per l'uso dei condizionatori, presenti ormai in più di una casa su due. E' una situazione complessa. Lo scorso anno, con l'emergenza di tre giorni centrali a giugno, si sono registrati il triplo dei guasti rispetto a queste ultime giornate. Nelle prossime ore proseguiremo con queste operazioni e andando a riparare definitivamente le porzioni di rete dove si verificano i guasti".
"Per quanto riguarda gli indennizzi, li riconosceremo sulla base dei parametri stabiliti dalle regole Arera", conclude Bufo.





