Sono le 19 di un sabato di inizio novembre quando, in piazza Crispi, si conclude il quarto corteo contro carovita e riarmo. I manifestanti rilanciano subito una nuova mobilitazione per il fine settimana successivo, promettendo di scendere in piazza "fino a quando non cadrà il governo Meloni". La protesta si è svolta senza disordini, rappresentando un momento di tregua dopo settimane di tensione.
Cronaca di un autunno caldo
A Torino la contestazione era esplosa a inizio ottobre con l'occupazione di decine di licei, sfociata il 16 ottobre nel No Meloni Day con scontri in piazza Castello tra studenti e forze dell’ordine e tre minorenni arrestati (poi rilasciati).

Il giorno successivo, il 17 ottobre, la tensione è sfociata, così come in molte città europee, in guerriglia urbana nel centro cittadino, con atti vandalici anche all'interno della libreria Feltrinelli di Porta Nuova.
Le proteste sono proseguite il 24 ottobre, quando un corteo di migliaia di persone è stato bloccato con cariche prima di raggiungere il centro. Da qui il gruppo si è mosso verso la zona nord della città, tra scontri lungo la Dora, su ponte Mosca, fino a finire di nuovo in guerriglia in piazza Baldissera.

Pochi giorni dopo, l'occupazione del Campus Einaudi. Il 30 ottobre, in occasione dello sciopero generale dell'Usb, la manifestazione del mattino si è divisa: lo spezzone studentesco ha raggiunto la Prefettura con nuovi scontri con la polizia, mentre i 30mila hanno sfilato pacificamente fino a piazza Derna. Lo stesso giorno un nuovo corteo nel tardo pomeriggio. Da piazza Castello attraverso diverse deviazioni il gruppo riesce ad arrivare nel centro a cui una settimana prima era stato vietato l’accesso. Ma termina con nuovi scontri in via Roma con cariche e lanci di lacrimogeni.

La settimana dei due ministri
E arriviamo a questa settimana con la visita di due esponenti del governo. Martedì il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha presieduto il comitato per la sicurezza in una piazza Castello blindata, dove si sono registrati tentativi di sfondamento dei blocchi da parte di un piccolissimo gruppo, respinto dalla polizia. In quell’occasione il presidente della Regione Alberto Cirio ha annunciato la concessione di 500 posti nella sala congressi della Regione, per superare l’impasse sul Campus Einaudi.
Venerdì, invece, la ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha incontrato i gruppi studenteschi (tra cui il Fuan) al Museo Egizio, mentre all'esterno la polizia respingeva i contestatori con diverse cariche.
Corteo senza tensioni e Campus pulito
La settimana si è chiusa con il corteo di ieri pacifico che ha visto la presenza anche degli agricoltori e il rogo simbolico delle bollette. Intanto oggi gli studenti del Campus Einaudi hanno organizzato una giornata di pulizie "per lasciare la struttura meglio di come l'abbiamo trovata", liberando la sede dopo due settimane di occupazione. E questa sera si terrà la cena sociale, come annunciato sulle pagine social.
Allo sciopero anche la polizia
Le mobilitazioni, tuttavia, non si fermano. Oltre al corteo in programma per sabato prossimo (14 novembre), venerdì 20 novembre è previsto lo sciopero generale della Cgil, a cui parteciperà anche il sindacato di polizia Silp Cgil per chiedere salari adeguati, più risorse per sanità e scuola e uno stop al riarmo.
30 anni di Aska
Infine, per sabato 21 novembre, i canali di Askatasuna hanno lanciato un appuntamento per celebrare i 30 anni dalla fondazione del centro sociale sgomberato lo scorso 18 dicembre: "30 anni sembrano tanti ma sono soltanto l'inizio", si legge nel post.
Dopo un mese e mezzo l'autunno caldo torinese sembra lontano dal raffredarsi.





