/ Scuola e formazione

Scuola e formazione | 28 ottobre 2026, 08:17

Stop alle lezioni del Campus Einaudi, Obiettivo studenti si smarca: "Giusti i motivi per protestare, non l'occupazione di pochi"

Il coordinatore Macri: "Ci opponiamo alla scelta di una minoranza che impedisce le attività a tutti, si compromette il diritto allo studio"

Il campus Einaudi è attualmente occupato

Il campus Einaudi è attualmente occupato

C'è chi dice no. O meglio, c'è chi dice sì (nei contenuti), ma di smarca per quanto riguarda la forma. Mentre al Campus Einaudi prosegue l'occupazione, arrivano voci di dissenso non tanto sui motivi che hanno portato alla protesta degli universitari, quanto sulle modalità. 

Si tratta di Obiettivo studenti, per voce di Francesco Macri, coordinatore della lista di ispirazione cattolica e moderata, nonché rappresentante in Consiglio di Amministrazione dell'Università di Torino. "Dalla sera del 26 ottobre il Campus Einaudi è occupato, e l’occupazione potrebbe durare fino al 30 ottobre. Come rappresentanti e come studenti, sentiamo la responsabilità di prendere una posizione di fronte a quello che accade in Università. Ci opponiamo alla scelta di una minoranza di impedire lo svolgimento delle attività accademiche a tutti gli studenti". 

Motivazioni condivise

Anche se le motivazioni che muovono la protesta sono sostanzialmente condivise. "Le ragioni alla base di questa protesta sono più che comprensibili e riguardano problemi reali che molti di noi vivono quotidianamente, che non possiamo e non vogliamo minimizzare. L’esigenza di giustizia e libertà che anima queste proteste è anche la nostra: dalla difficoltà di sostenere il costo degli affitti alla necessità di poter studiare in spazi adeguati, fino alla volontà di opporci alla distruzione e alle sofferenze provocate dalla guerra". 

Ricetta differente

La ricetta proposta, però, è diversa: "Proprio perché condividiamo queste esigenze, di fronte alla complessità della realtà e dei problemi crediamo siano necessarie soluzioni articolate, molteplici e pragmatiche, capaci di confrontarsi con i problemi senza rinunciare al dialogo e al pluralismo. Presentare una sola strada come l’unica legittima, per quanto animata da buone intenzioni, rischia di escludere a priori posizioni diverse e di impoverire il dibattito. Proprio per questo, la libertà di partecipare non può ridursi alla sola possibilità di accedere fisicamente agli spazi universitari: richiede anche che ogni studente possa esprimere le proprie idee senza sentirsi escluso o delegittimato perché diverse da quelle di chi protesta. Non vogliamo sottrarci al confronto, anche duro e serio, su questioni così centrali, ma rifiutiamo che le sue condizioni vengano imposte con la forza. Impedire lo svolgimento della vita accademica significa compromettere il diritto allo studio. L’università deve essere una casa per tutti e noi desideriamo che sia un luogo dove riconoscerci a vicenda, anche nella differenza di opinioni; dove affermare il valore di ogni persona e in cui permettere alle passioni e alla vocazione di ciascuno di crescere. Per questo vogliamo tornare ad abitare gli spazi del Campus, a viverli e a renderli luoghi di incontro, confronto e partecipazione, in cui affrontare i problemi che ci circondano con uno sguardo aperto, libero e consapevole, per tracciare insieme la strada da percorrere e contribuire al bene comune".

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium