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Attualità | 08 maggio 2021, 10:28

Il ct azzurro Cassani fa le carte al Giro che parte da Torino: "Bernal l'uomo da battere, Ganna può essere la prima maglia rosa"

"Per la classifica il migliore dei nostri rimane Nibali, se avrà ritrovato una buona condizione. Yates e Landa gli altri uomini da tenere d'occhio". Il ricordo della sua prima avventura al Giro, che nel 1982 si chiudeva a Torino

Davide Cassani

Il ct azzurro Cassani fa le carte al Giro che parte da Torino: "Bernal l'uomo da battere"

Ci siamo. Tra poche ore, con una breve tappa a cronometro nel centro di Torino, prenderà il via la 104esima edizione del Giro d'Italia, che torna nel suo abituale mese di maggio, dopo aver 'traslocato' nel 2020 ad ottobre, complice la pandemia.

Il coronavirus continua a condizionare la vita degli italiani (e di tutto il mondo), così anche questa edizione della corsa rosa parte tra imponenti misure di sicurezza, per evitare il rischio di focolai che possano stravolgere la classifica più che non le tappe in montagna. A fare le carte al Giro che prende il via all'ombra della Mole è Davide Cassani, ct della nazionale di ciclismo, oltre che per anni voce tecnica della Rai apprezzatissima dal grande pubblico.

Se la corsa rosa fosse un Gran Premio di F1, chi partirebbe in pole position secondo Cassani?

"I favori del pronostico devono andare per forza a Egan Bernal. Il colombiano ha vinto il Tour due anni fa, stupendo il mondo intero, l'anno scorso ha avuto tanti problemi fisici, ma dopo la Tirreno-Adriatico ha deciso di rifinire la preparazione in vista del Giro. Se sta bene, è l'uomo da battere, non a caso gli organizzatori gli hanno assegnato il numero uno".

Gli avversari più pericolosi?

"Il Team BikeExchange si presenta con una squadra interamente a supporto del capitano Simon Yates, recente vincitore del Tour of the Alps. Con lui va preso nella massima considerazione anche un corridore completo come Mikel Landa della Bahrain Victorious, che avrà al suo fianco un atleta di valore come Pello Bilbao".

Finora ha parlato solo di ciclisti stranieri. A chi affidare la chance azzurre di fare classifica?

"Naturalmente a Vincenzo Nibali, campione assoluto, che speriamo possa ripetere i suoi momenti migliori. Purtroppo, dopo l'infortunio al polso e l'operazione, ha avuto pochissimo tempo per prepararsi, l'auspicio è che ritrovi subito una buona condizione. Non è un caso, però, se la sua formazione, la Trek, ha deciso di portare anche un'altra punta come Bauke Mollema".

L'Italia potrebbe avere maggiori chance per le vittorie di tappa?

"Gli uomini per essere protagonisti ci sono. Penso a Giulio Ciccone, ma anche a Bettiol, Caruso, Formolo, io mi aspetto qualcosa di interessante anche dal giovane Matteo Fabbro. E poi c'è Filippo Gamma per le cronometro: campione del mondo della specialità, già grande protagonista nella scorsa edizione. La speranza è che possa essere lui, piemontese, la prima maglia rosa del Giro che parte dal Piemonte".

Cassani, torniamo a quando era ciclista. Il suo ricordo più bello di un Giro che transitava a Torino?

"Facile. Quello del mio primo anno da professionista, nel 1982, che si concludeva a Torino con una cronometro, che vide il trionfo, nella tappa e in classifica generale, di quel grandissimo campione che è stato Bernard Hinault. Questa è una città importante, prima capitale d'Italia, già teatro di molte tappe di partenza o di arrivo nel passato. Torino e il ciclismo rappresentano un bel binomio".

La vedremo assistere dal vivo alla cronometro?

"Mi aggregherò alla carovana da lunedì, le prime due tappe me le godrò davanti alla tv. Facendo il tifo per i nostri atleti. Un Ganna in rosa sarebbe l'ideale per accendere subito le polveri".

Massimo De Marzi

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