Attualità | 07 gennaio 2026, 06:58

"Craciun fericit": terminate le feste cattoliche, oggi si celebra il Natale ortodosso

I tanti romeni e moldavi del Piemonte ieri hanno vissuto l'Epifania come la vigilia della festività più bella

"Craciun fericit": terminate le feste cattoliche, oggi si celebra il Natale ortodosso

"Craciun fericit": terminate le feste cattoliche, oggi si celebra il Natale ortodosso

L'Epifania tutte le feste (cattoliche) si porta via, come recita un famoso detto, ma se molti oggi disfano l'albero, dopo che è passata la Befana, per altrettanti è un giorno di festa. Il 7 gennaio, infatti, si celebra il Natale ortodosso. Un momento attesissimo dalle numerose comunità romene e moldave del nostro Paese, che hanno tantissimi esponenti anche nella provincia di Torino e in Piemonte. 

Da dove nasce la differenza di date

Se il Natale per i cattolici è da sempre il 25 dicembre, da cosa deriva la differenza di date? Tutto dipende da Papa Gregorio XIII, che nel 1582 stabilì con la bolla «Inter gravissimas» di modificare il calendario definito sotto Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo: e cancellare, quell’anno, i giorni fino al 15 ottobre. Da svariati secoli astronomi e matematici, a partire dal Tolomeo (nel II secolo dopo Cristo), avevano fatto notare gli errori del calendario «giuliano» dei tempi di Cesare, con relativo slittamento dell’equinozio di primavera, e sollecitato una correzione che fu infine affidata da Papa Gregorio ad una commissione di studiosi: era nato il calendario «gregoriano» che ancor oggi è seguito da gran parte dei Paesi del mondo.

'Craciun fericit'

La maggior parte delle Chiese ortodosse del pianeta, a cominciare da quella russa, utilizzano ancora, però, il vecchio calendario giuliano. I due calendari procedono paralleli, lo slittamento progressivo è di 13 giorni: anche i cristiani ortodossi festeggiano il Natale il 25 dicembre, solo che per loro corrisponde al 7 gennaio del calendario gregoriano, mentre l’Epifania diventa la Vigilia di Natale.

Ecco perché oggi è Natale a Mosca piuttosto che a Chisinau e a Bucarest. Ed allora tanti auguri oppure, come dicono romeni e moldavi, 'Craciun fericit'.

m.d.m.

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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