Attualità | 09 gennaio 2026, 17:03

La nuova San Lorenzo soffia le candeline per i 25 anni e vuole mantenersi giovane

La banda cavourese guarda a un futuro di continuo rinnovamento, forte di una tradizione musicale centenaria

La San Lorenzo all’inaugurazione di Tuttomele

La San Lorenzo all’inaugurazione di Tuttomele

“Una soddisfazione per tutti – racconta il presidente Enrico Morina – abbiamo avuto un grande pubblico e inaspettatamente abbiamo dovuto aggiungere sedie su sedie” scherza.

La banda musicale San Lorenzo ha festeggiato i suoi primi 25 anni e lo ha fatto nel contesto della manifestazione principe di Cavour: Tuttomele.

I numeri parlano di oltre cento concerti, centocinquanta sfilate e più di milleduecento prove. La banda ‘San Lorenzo’, però, affonda le sue radici nella fine dell’Ottocento, epoca alla quale risale una delle prime testimonianze fotografiche dell’organico musicale locale. Tra i membri di quella formazione c’era anche Francesco Genovesio, bisnonno dell’attuale presidente onorario Giovanni Genovesio, oltre a essere ristoratore della ‘Locanda la Posta’, Francesco amava percorrere le vie di Cavour con la sua tromba, attirando turisti e passanti che spesso lo seguivano fino al suo ristorante.

Il primo grande passaggio all’età adulta della banda cavourese si ebbe nel 1933, quando il maestro Pietro Ternavasio, già direttore della Banda di Campiglione Fenile, rifondò il complesso musicale cittadino. L’attuale Banda ‘San Lorenzo’, però, nacque nel 2000, grazie all’iniziativa di Enrico Chiapusso e Cinzia Re che insieme all’impegno di Giovanni Genovesio ridiedero vita alla cultura musicale bandistica cavourese, coinvolgendo anche i membri delle precedenti formazioni.

Nonostante le difficoltà iniziali, nel maggio dello stesso anno si tenne la prima prova ufficiale e venne scelto il nome del nuovo gruppo in onore del patrono di Cavour.

Il debutto avvenne il 9 dicembre 2000, al teatro dell’oratorio della Parrocchia di San Lorenzo. Dal 2001 la banda è affiliata all’Associazione nazionale bande italiane musicali autonome (Anbima), con la quale collabora attivamente.

Negli anni ha partecipato a manifestazioni religiose e civili, concerti estivi e natalizi nel pinerolese, sfilate carnevalesche e nelle case di riposo durante le festività.

Dal 2017 a guidare la banda è Enrico Morina, che segue Genovesio e che fa parte del direttivo fin dal 2009: “Vogliamo che la nostra banda cresca sempre di più e migliori di continuo portando sempre più giovani e aiutando a mantenere un costante ricambio generazionale – guarda avanti il presidente Morina –. La media dell’età del gruppo è tra circa i 20-30 anni, attualmente abbiamo avuto l’ingresso di 5 tamburini, ovvero bambini che suonano appunto questo strumento imperiale”. C’è chi poi prosegue diplomandosi nello strumento scelto all’interno della banda musicale e chi molla come racconta Morina “il momento più critico per il gruppo è la fascia adolescenziale dei membri, capita chi sceglie di rimanere e chi invece di andarsene”

Miriam Hamdi

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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Allontaniamoci dall'impostazione scolastica e dall'“analisi del testo”, lasciando spazio, invece, all'analisi del SENSO. Senso che sta per ragione e sensazione insieme. Impariamo a cercare la domanda, prima della risposta. E accendiamo il pensiero, tra racconti e storie positive che vado scovando per il mondo. Che dite, ci lanciamo nel viaggio? Al trasporto provvedo io!

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