Sanità | 16 gennaio 2026, 09:15

Apnee notturne: si può guarire con un intervento?

Russare non è un semplice disturbo ma una patologia che si aggrava se sono presenti anche apnee durante il sonno

Apnee notturne: si può guarire con un intervento?

Diversi sono i trattamenti per smettere di russare e guarire. In casi selezionati, può essere necessaria anche la chirurgia.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Fabio Arciello, otorinolaringoiatra della Clinica Sedes Sapientiae.

Apnee notturne e russamento: quali sono le cause?

Apnee Ostruttive del Sonno (O.S.A.S.), così sono chiamate in termini medici le apnee notturne, cioè l’interruzione temporanea involontaria del respiro mentre si dorme, e roncopatia, ovvero il russamento, sono patologie che seppur benigne che possono provocare gravi danni alla salute. L’apnea ostruttiva nel sonno è causata da una ostruzione temporanea delle vie aeree superiori: rinofaringe, orofaringe, ipofaringe, laringe, durante la notte in persone predisposte, tendono a “collassare” provocando frequenti episodi notturni di interruzione del flusso di aria e numerosi microrisvegli di cui il paziente non prende coscienza, in quanto della durata di pochi millisecondi. Diverse sono le cause che predispongono a sviluppare le apnee del sonno: sovrappeso, deviazione del setto nasale, rinosinusite, rinite (anche allergica), ipertrofia tonsillare e/o prolasso delle strutture velofaringee (palato molle), malformazioni anatomiche delle vie respiratorie.

I numerosi risvegli, che talora non vengono nemmeno percepiti dal paziente, e più in generale una peggiore qualità del sonno, provocano stanchezza e sonnolenza diurna, difficoltà a concentrarsi, irritabilità e, nel lungo periodo, la carenza di ossigenazione notturna provocata dalle apnee, come dimostrato dalla letteratura scientifica, è un fattore di rischio per ipertensione, diabete, ictus e infarto. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi al medico otorinolaringoiatra in caso di segnali di OSAS o più semplicemente di russamento, per valutare il problema, diagnosticarlo con esami appropriati (Polisonnografia, Tac del massiccio facciale, eventuale Rx cefalometria) e curarlo.

Come si curano le apnee ostruttive del sonno?

Per quanto riguarda la terapia, nel caso di fattori modificabili quali sovrappeso e altri fattori di rischio modificabili, il percorso di cura inizia con cambiamenti nello stile di vita. Sulla base della diagnosi, inoltre, la terapia può prevedere speciali bite ortodontici, CPAP o ventilazione meccanica a pressione positiva, strategie per dormire in posizione laterale, in modo da evitare il collassamento delle vie aeree superiori, tipico in posizione supina. Quando queste strategie si rivelino inefficaci o mal sopportate dal paziente (vedi adattamento a cPAP o bite o device per evitare la posizione supina), il medico otorinolaringoiatra esperto in apnee notturne o OSAS può valutare insieme al paziente l’opportunità di eseguire alcuni interventi chirurgici mirati alla risoluzione dell’ostruzione a livello delle vie aeree superiori. In pazienti selezionati, si può effettuare una Sleep Endoscopy diagnostica, una fibrolaringoscopia durante sonno spontaneo indotto in sala per valutare il pattern ostruttivo del paziente in posizione distesa, e contestualmente risolvere le problematiche nasali con intervento di settoplastica e/o turbinoplastica inferiore bilaterale.

Abbinati o differiti nel tempo si possono eseguire interventi sull’orofaringe (tonsillectomia e palatoplastica o faringoplastica anteriore o laterale) per risolvere problematiche ostruttive al livello orofaringeo, fino alla resezione della base della lingua tramite chirurgia robotica transorale (TORS). Queste metodiche in casi selezionati possono essere considerate ad oggi una valida alternativa alla CPAP, spesso non ben tollerata dal paziente.

In tutti i casi, la chirurgia è conservativa delle strutture anatomiche e del tessuto delle vie respiratorie. In genere, dopo l’intervento nasale il paziente deve solo osservare riposo per 5 giorni ed evitare di soffiare il naso, per gli interventi sull’orofaringe può risultare disagevole deglutire solidi per 5-10 giorni.

Il miglioramento del pattern respiratorio e dello score AHI (apnea hypopnea index preoperatorio) ottenuto grazie a questi interventi potrà poi essere verificato con polisonnografia postoperatoria, a risultati consolidati, che permette di stadiare correttamente il paziente per le cure del caso. Queste cure prevedono un approccio multidisciplinare al paziente affetto da OSAS col concorso dell’allergologo, del pneumologo ed eventualmente del dietologo ed endocrinologo. Un percorso multidisciplinare è spesso necessario per ottenere un risultato efficace e stabile nel tempo a beneficio del paziente.

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