In occasione del Giorno della Memoria, la ricorrenza con cui ogni anno si commemorano in tutto il mondo le vittime dell’Olocausto, la stagione concertistica di Santa Pelagia propone lo spettacolo “La Belva – la mia vita contro la tua” con Guido Barbieri e Michele Marco Rossi, all’interno della rassegna “Contatti Sonori”.
La vicenda di Hertzko Haft, il cosiddetto “pugile della Shoah”, si situa nella cosiddetta “zona grigia” evocata da Primo Levi ne “I sommersi e i salvati”: quell’area ambigua e oscura, cioè, in cui, lungo la storia della Shoah, il confine tra la vittima e il carnefice non è un solco preciso e invalicabile, bensì un margine incerto che lascia aperta la porta a inconfessabili complicità. Haft, nato a Belkatow, in Polonia, nel 1925 da una famiglia ebrea, viene catturato nel 1941, ad appena sedici anni di età, e deportato a Birkenau.
Nonostante sia ancora un ragazzo possiede un fisico forte e muscoloso, perfetto per fare di lui un pugile-modello. Viene dunque reclutato da un ufficiale delle SS, Manfred Schneider, per compiere un lavoro sporco: Hertzko, deve combattere ogni settimana contro un prigioniero diverso per far divertire i soldati tedeschi. In palio c’è la vita: chi perde viene ucciso con un colpo di pistola. Haft vince tutti i 76 incontri che vengono organizzati nel campo di Jaworzno, una miniera di carbone a nord di Auschwitz.
Si porta però dentro di sé, per tutta la vita, anche quando si trasferisce a New York per seguire l’illusione di fare il pugile professionista, il rimorso per quei compagni di prigionia caduti sotto i suoi pugni.












