Aveva già lavorato lì dal 1999 al 2006 e per lui sarà un gradito ritorno. Il pinerolese Marco Gelato è il nuovo gestore del rifugio Barant recentemente ristrutturato e destinato a diventare un punto di riferimento per i cicloescursionisti in alta Val Pellice. Alla gara per l’affidamento hanno partecipato 8 soggetti e la sua è stata ritenuta l’offerta migliore. Gestirà la struttura, che si trova a 2.300 metri s.l.m. per tre anni, con possibilità di rinnovo per altri tre.
“Sono contento di tornare in Val Pellice perché è vicino a casa. Inoltre da qui è iniziata la mia avventura nei rifugi: ci lavorai dal 1999 al 2006, a fianco di Silvio Farinetti, ora a Casa Canada” racconta Gelato che ha fatto anche parte del Soccorso Alpino della Valle Pellice.
Conosce quindi bene i limiti della vecchia struttura che la ristrutturazione ha permesso di superare: “L’acqua durava un paio di mesi e poi finiva perché si esauriva la sorgente, ora verrà presa anche in un altro punto – spiega –. Mancava la corrente elettrica: siamo partiti con un generatore e poi con un piccolo pannello fotovoltaico, ma non bastavano. Rimanevamo quindi al lume di candela e avevamo limiti nella conservazione degli alimenti. Situazioni che non si ripeteranno potendo contare sull’impianto fotovoltaico attuale”.
Dopo gli anni di lavoro al Barant, Gelato gestì il rifugio Troncea dal 2007 al 2016. Successivamente divenne cuoco al rifugio Giacoletti.
Nella sua nuova impresa sarà aiutato durante il fine settimana dalla moglie ed è già in contatto con dei giovani disponibili per la stagione: “Con ogni probabilità, e se tutto va bene, partiremo da giugno” annuncia.
La sua gestione dovrà essere caratterizzata dalla valorizzazione dei percorsi cicloescursionistici: “È un settore che conosco perché lo pratico anche io”. Punta poi a dare più visibilità a un ‘gioiello’ poco distante dal rifugio: “È importante valorizzare di più il giardino botanico d’alta quota. Non tutti sanno ancora che c’è”. Infine, ha un’altra idea sul futuro del Barant: “Deve diventare un punto di riferimento per chi fa il giro del Viso e può allungare il percorso con la tappa fino da noi”.












