Eventi | 27 gennaio 2026, 17:15

Le visioni, gli studi e i fallimenti del fotografo del cielo e delle galassie

Al Teatro del Forte di Torre Pellice Valerio Minato racconta come nascono i suoi scatti che conquistano il mondo

Valerio Minato

Valerio Minato

‘Vision. Racconti di legami invisibili’: il titolo della conferenza non è casuale e racconta l’approccio del fotografo Valerio Minato, originario di Biella e torinese di adozione, noto a livello internazionale per i suoi progetti che uniscono paesaggio, astronomia e metodo scientifico, uno su tutti lo scatto ‘Superga, Monviso e falce di Luna’. L’evento è organizzato da Associazione Astrofili Urania Odv.

“Soprattutto negli ultimi 8 anni cerco di andare a studiare e cogliere delle composizioni su cui compaiono elementi del cielo, sole, luna, Via Lattea, galassie, comete. Quasi sempre le immagini alla cui base c’è una pianificazione nascono proprio da una visione, sono prima di tutto immagini che io visualizzo nella mente”, spiega Minato.

Laureato in Scienze Forestali e Ambientali all’Università di Torino, nel 2012, alla fine dei suoi percorsi universitari, ha iniziato a occuparsi di fotografia paesaggistica e naturalistica. “Con questa ‘specializzazione’ in riprese un po’ particolari ho iniziato a cavallo tra il 2016 e il 2017. Essendo sempre stato io un appassionato di materie scientifiche, ho trovato attraverso la fotografia la maniera di veicolare tutta una serie di mie passioni legate alla scienza: la geografia, la cartografia, l’astronomia, la meteorologia – racconta –. Da lì è iniziato a diventare un vero e proprio lavoro, ma di base c’è una mia grande passione: io realizzo progetti per me stesso, li divulgo e se incontrano il gusto del pubblico e si trasformano in stampe vendute tanto meglio”.

Dalla genesi alla realizzazione

Nella conferenza di venerdì 30 gennaio, attraverso una selezione di sue creazioni fotografiche, Valerio Minato accompagnerà il pubblico nel percorso che dall’idea iniziale porta al risultato finale.

Dopo la ‘visione’, parte un processo più specifico di approfondimento, di studio che fa capo a più campi scientifici, per verificare la realizzabilità del progetto. “Utilizzo tanti strumenti come Google Maps, Google Earth, World Street View, con cui a volte mi risparmio sopralluoghi perché posso già capire da quale punto potenzialmente posso scattare la foto e se ci sono o meno impedimenti visivi, alberi o case. Uso anche app che mi indicano le effemeridi, quindi gli angoli di levata e caduta del sole, della luna, della Via Lattea, in base a mese, giorno e stagione. Sono tutte fotografie che non nascono dal caso, è impossibile che uno capiti per caso in quel esatto punto al momento giusto. Ogni volta c’è un grande studio dietro.”

Si arriva poi al momento dello scatto vero e proprio, cercando di cogliere nella miglior maniera possibile lo scenario, con gli strumenti giusti. “Può essere più o meno difficile a seconda delle condizioni di luce, dei soggetti ripresi, ad esempio. Al momento lavoro con due macchine Canon, una Mirrorless e una Reflex, che a breve probabilmente sostituirò con un’altra Mirrorless, perché sono macchine che mi permettono di realizzare con una qualità migliore determinati lavori. Essendo appassionato di fotografia a lunga focale, a lunga distanza, lavoro moltissimo con i teleobiettivi: ho un 500 mm fisso e un tele-zoom 100-400. Ho anche dei grandangoli o dei medio-tele, che utilizzo per la paesaggistica più pura”.

Le foto più emozionanti

‘Superga, Monviso e falce di Luna’ gli ha svoltato la carriera, con la soddisfazione di vederla rimbalzare in tutto il mondo, ma ci sono altri progetti a cui Minato è particolarmente legato: le due riprese di aurora boreale su Torino, su Superga nel maggio 2024 e sulla Mole Antonelliana a ottobre 2024, e quella dell’alba solare su Milano da Rueglio, dalla Val Chiusella a marzo 2025: “Quest’ultimo l’ho realizzato con un mio amico, abbiamo fatto dei calcoli ‘pazzi’ per andare a una distanza abbastanza elevata in modo da avere il disco solare grande a sufficienza da inglobare tutti i grattacieli principali dello Skyline di Milano. Abbiamo valutato con precisione il posizionamento e la compensazione della curvatura terrestre per evitare di avere l’orizzonte più vicino dei grattacieli, che altrimenti sarebbero finiti in parte sotto la linea del cielo. 

L’importanza dei fallimenti

Nell’incontro di venerdì Minato racconterà il percorso dietro ad ogni scatto, soffermandosi anche su problematiche riscontrate e fallimenti: “Sono pane quotidiano per il mio genere fotografico, spiegherò quanto è importante il fallimento e quanto si può imparare per migliorarsi”. I vari progetti saranno i capitoli della conferenza e alla fine di ogni capitolo ci sarà la proiezione di immagini o video, di quello che è il prodotto finale.

L’appuntamento è alle 21 al Teatro del Forte di Torre Pellice. L’ingresso sarà libero con offerta consapevole. Per la prenotazione, obbligatoria, o per richiedere informazioni è possibile scrivere a eventi@osservatoriourania.it o contattare il 379 182 68 44 via WhatsApp, Telegram o sms.

Sabina Comba

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