Sanità | 27 gennaio 2026, 10:28

La cardiologia del futuro tra intelligenza artificiale, umanesimo e casi clinici

Il 29 e 30 gennaio le 37esime Giornate Cardiologiche Torinesi

Il 29 e 30 gennaio le 37esime Giornate Cardiologiche Torinesi

Il 29 e 30 gennaio le 37esime Giornate Cardiologiche Torinesi

Le 37esime Giornate Cardiologiche Torinesi, che si terranno giovedì 29 e venerdì 30 gennaio 2026 dalle ore 9, presso lo Starhotels Majestic (corso Vittorio Emanuele II 54) e l’Hotel Concord (via Lagrange 47), si annunciano come un appuntamento di primo piano per discutere le nuove frontiere della cardiologia, in un contesto in cui innovazione tecnologica, collaborazione interdisciplinare e centralità del paziente sono sempre più strettamente intrecciate. Saranno presiedute dai professori Gaetano Maria De Ferrari, Mauro Rinaldi e Fabio Verzini dell’ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino.
Intelligenza artificiale, medicina e visione umanistica
Il convegno parte con una inedita e importante tavola rotonda di dialogo tra cardiologi, informatici e ingegneri dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino. Al centro dell’incontro, il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e dei modelli computazionali nella comprensione delle malattie cardiovascolari e nel supporto alle decisioni cliniche. L’introduzione alla tavola rotonda sarà di Don Luca Peyron, grandissimo esperto di AI e principale promotore della sede a Torino dell’Autorità italiana per l’intelligenza artificiale. Don Peyron porterà una riflessione sul rapporto tra tecnologia e persona; in un’epoca in cui gli algoritmi entrano sempre più nel rapporto tra medico e paziente e nella vita di tutti- Il contributo suggerirà come mantenere queste innovazioni ancorate ad una visione etica ed umanistica della cura. Si uniranno alla tavola rotonda protagonisti della ricerca torinese in ambito cardiologico, informatico e bioingegneristico – i professori Gaetano Maria De Ferrari, Umberto Morbiducci, Marco Grangetto e Piero Fariselli – che illustreranno come analisi dei dati, intelligenza artificiale e ingegneria dei sistemi complessi stiano già contribuendo a migliorare diagnosi, stratificazione del rischio e personalizzazione delle terapie in cardiologia.
Miocarditi e casi clinici: quando la complessità cambia la pratica
Accanto allo sguardo sul futuro, le Giornate Cardiologiche Torinesi daranno ampio spazio alla cardiologia clinica ed alle sue sfide più attuali, a partire dal tema delle miocarditi. Un ambito in cui decisioni tempestive, integrazione di competenze ed utilizzo di tecnologie avanzate possono fare la differenza.
Emblematico è il caso clinico di pochi giorni fa di un giovane di 34 anni, in terapia con anticorpi monoclonali per una patologia autoimmune, giunto da un ospedale della rete afferente all’ospedale Molinette in shock cardiogeno per una miocardite fulminante. Il paziente è stato sottoposto a un percorso altamente complesso, che, grazie ad un rapido e coordinato intervento dei cardiologi, dei cardiochirurghi e dei cardioanestesisti, ha portato ad assistere la funzione circolatoria con dispositivi avanzati, quali Impella (una pompa circolatoria che si inserisce dall’inguine) ed ECMO (una circolazione extracorporea). Questi dispositivi, associati alla terapia personalizzata, hanno consentito la sopravvivenza del paziente ed il recupero completo recupero.
Proprio di miocarditi si parlerà nelle Giornate Cardiologiche, cercando di aumentare la consapevolezza della necessità di implementare e migliorare la rete tra le cardiologie per affrontare insieme e nella struttura più idonea i casi più gravi di shock cardiogeno.
Le Giornate Cardiologiche Torinesi si propongono così come uno spazio di confronto tra scienza, tecnologia ed etica, in cui l’innovazione e l’esperienza clinica reale diventano strumenti complementari per costruire la medicina cardiovascolare del futuro.

comunicato stampa

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