Vietata la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro e alluminio, così come il possesso di caschi, maschere, mascherine, fumogeni e materiale esplodente o pirotecnico. Massima attenzione ai profili di ordine pubblico in vista della manifestazione in programma sabato 31 gennaio a Torino. Nella giornata di oggi si è nuovamente riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto Donato Cafagna, con la partecipazione del Questore e dei comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza.
Al centro dell’incontro, la gestione dei rischi legati allo svolgimento del corteo, alla luce anche di quanto accaduto in recenti manifestazioni analoghe, caratterizzate da gravi episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine.
Definito il percorso del corteo
Dopo le interlocuzioni avviate dalla Questura con i promotori dell’iniziativa, sono state definite le linee di indirizzo per il percorso e le modalità di svolgimento della manifestazione, che saranno formalizzate con apposite indicazioni della Questura.
Il corteo partirà da Porta Susa e da Porta Nuova, per poi percorrere corso Vittorio Emanuele II in direzione del lungo Po, dove si ricongiungerà con il gruppo proveniente da Palazzo Nuovo. Da qui, i manifestanti attraverseranno il quartiere Vanchiglia, con conclusione prevista in zona Regio Parco, individuata dagli organizzatori anche come area di sosta per i pullman degli attivisti.
Le ordinanze del Prefetto: stop a vetro, lattine e travisamenti
Alla luce dei precedenti episodi, in cui antagonisti travisati avevano lanciato bottiglie molotov, bombe carta e artifizi pirotecnici, il Prefetto ha adottato due ordinanze contingibili e urgenti, già in corso di notifica e pubblicazione.
Il primo provvedimento vieta, nelle aree interessate dalla manifestazione, la somministrazione da asporto e la detenzione di bevande in contenitori di vetro o alluminio, o comunque potenzialmente utilizzabili come oggetti offensivi.
La seconda ordinanza dispone invece il divieto di detenere oggetti atti all’occultamento del volto, come caschi, maschere e mascherine, oltre a fumogeni e materiale esplodente di qualsiasi natura, con l’obiettivo di prevenire comportamenti violenti.
Viabilità e servizi: coinvolto il Comune
Il Comune di Torino è stato incaricato di predisporre i necessari provvedimenti di viabilità, con divieti di sosta, eventuali chiusure stradali, rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti e la comunicazione preventiva del percorso sia agli operatori economici sia ai cittadini residenti nelle zone interessate.
“Alla luce degli esiti del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, riunitosi presso la Prefettura e presieduto dal Prefetto, il Comune prende atto delle determinazioni assunte in quella sede. In particolare, il Comitato, in raccordo con la Questura, ha definito il percorso e le modalità di svolgimento della manifestazione, nonché le misure di sicurezza ritenute necessarie a tutela dell’ordine e dell’incolumità pubblica", ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo.
"Sulla base di tali indicazioni, l’Amministrazione comunale, pur nell’imminenza dell’evento, sta attivando i canali informativi a propria disposizione per favorire la conoscenza delle disposizioni adottate verso la cittadinanza e gli operatori economici. Contestualmente, il Comune sta dando attuazione ai provvedimenti organizzativi di propria competenza, in particolare in materia di viabilità, divieti di sosta, igiene urbana, rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti e delle misure connesse allo svolgimento della manifestazione", ha aggiunto il primo cittadino.
Lo Russo: "Ogni forma di violenza è inaccettabile"
"Il diritto di manifestare è un pilastro della nostra democrazia e va sempre tutelato. Tuttavia, non può e non deve mai degenerare in atti di violenza o in comportamenti che mettano a rischio la sicurezza. Ogni forma di violenza è inaccettabile e va condannata con fermezza, senza alcuna ambiguità", ha concluso il sindaco Lo Russo. "Torino è una città aperta, che sa accogliere il dissenso e il confronto civile, ma non tollera né può tollerare atti vandalici, intimidazioni o azioni che nulla hanno a che vedere con l’espressione legittima delle opinioni”.












