Nella serata di ieri una partecipata e composta fiaccolata ha attraversato le vie del centro di Torino, partendo da piazza Bernini per concludersi in piazza Statuto, in ricordo dei martiri delle foibe, italiani uccisi sul confine orientale dal regime comunista del maresciallo Tito.
Un momento di profondo raccoglimento e memoria condivisa, che ha voluto rendere omaggio a migliaia di vittime innocenti per troppo tempo dimenticate o rimosse dalla storia ufficiale. La fiaccolata si è svolta in un clima di silenzio, rispetto e dignità, testimoniando come il ricordo e la verità storica possano e debbano essere affermati senza odio, ma con fermezza.
All’iniziativa hanno preso parte numerosi cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali ed europee, a dimostrazione di quanto il tema delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata sia ancora oggi una ferita aperta che merita attenzione, studio e memoria, soprattutto tra le giovani generazioni.
“In un contesto cittadino e nazionale segnato da tensioni e violenze, che negli ultimi giorni stanno mettendo a ferro e fuoco le città italiane per mano della galassia antagonista, la fiaccolata di ieri ha rappresentato una risposta chiara e inequivocabile: la civiltà, il rispetto delle istituzioni e la forza delle idee sono l’antidoto a chi tenta di imporre il proprio pensiero con la violenza” - ha dichiarato Raffaele Marascio, consigliere della Circoscrizione 4. “A chi semina caos e violenza, Torino ha risposto con il silenzio delle fiaccole, con il ricordo delle vittime e con l’orgoglio di una comunità che non accetta lezioni da chi, ieri come oggi, vorrebbe provare a giustificare o minimizzare questa tragedia - prosegue - mentre gli anarchici devastano le città, aggrediscono le forze dell’ordine e seminano odio, noi scegliamo una strada diversa: quella del ricordo e del rispetto. Ricordare i martiri delle foibe significa difendere la verità storica e riaffermare che la violenza politica, non avrà mai cittadinanza nella nostra società”.
A ribadire la portata europea della memoria è intervenuto anche l’europarlamentare Giovanni Crosetto, che ha sottolineato come “Il dramma delle Foibe e il trauma dell’esodo giuliano-dalmata non siano solo una ferita italiana, ma una tragedia che interpella la coscienza di tutta l’Unione Europea. Proprio per questo, nei prossimi giorni a Strasburgo, grazie all’impegno del gruppo dei Conservatori europei, si terrà una conferenza seguita dalla proiezione di un film, per tenere vivo il ricordo e affermare una verità storica che non può più essere ignorata né relativizzata”.










