Eventi | 13 febbraio 2026, 15:56

La beidana, tra attrezzo e arma: al Museo Valdese una mostra racconta la sua storia

A Torre Pellice l’esposizione “Le Beidane delle Valli Valdesi” ripercorre origini, usi e valore simbolico dell’oggetto identitario delle comunità protestanti

Dalle persecuzioni al simbolo identitario: la beidana in mostra a Torre Pellice

Dalle persecuzioni al simbolo identitario: la beidana in mostra a Torre Pellice

Arma, attrezzo, simbolo: la beidana è un oggetto di difficile definizione. Nata e diffusa principalmente nelle Valli Valdesi per armare le comunità locali durante le persecuzioni, fu concepita ispirandosi agli attrezzi agricoli di uso quotidiano di un popolo di montanari e contadini. 

Sabato 14 febbraio alle 16,30 al Museo Valdese di Torre Pellice, in via Beckwith, si inaugura una mostra promossa dalla fondazione Centro Culturale Valdese e visitabile sino a a domenica 21 giugno, che è un’occasione per riscoprire l’origine e l’uso di un attrezzo la cui fabbricazione e utilizzo hanno segnato profondamente le vicende storiche delle comunità protestanti delle Valli occitane piemontesi, a cavallo tra il Seicento e il Settecento, nei secoli bui delle persecuzioni religiose. La duplice natura della beidana, a metà tra strumento di lavoro e arma, ne caratterizza l’unicità. Alla fine dell’Ottocento l’attrezzo assunse un forte valore simbolico, divenendo emblema della tenace resistenza dei Valdesi: un significato che si è consolidato nel tempo, fino a dare il nome, nel 1985, ad una rivista tuttora pubblicata.

La mostra, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, ripercorre la storia della beidana dalle sue origini alla trasformazione in simbolo identitario. Per la prima volta, le fonti storiche vengono analizzate e affiancate da numerosi esemplari originali, offrendo una lettura critica e documentata dell’oggetto. L’esposizione si propone di rispondere a una serie di interrogativi ancora aperti: dove e perché nacque la beidana? Con quale nome era conosciuta all’epoca del suo utilizzo? Fu impiegata esclusivamente dai valdesi? Quanti esemplari sono giunti fino a noi? Come e da chi veniva prodotta? Secondo una ricerca pubblicata nel 1974 dallo studioso Giorgio Dondi sulla rivista “Armi antiche: bollettino dell'Accademia di San Marciano”, l’oggetto cessò di essere un mannaretto di uso comune, per diventare più propriamente un’arma, nell’epoca che va dalle persecuzioni di Emanuele Filiberto del 1560-1561 alla guerra per il controllo del Marchesato di Saluzzo della fine del XVI secolo. La tormentata storia delle persecuzioni aveva reso i Valdesi una popolazione guerriera e determinata nell’autodifesa. La mostra “Le Beidane delle Valli Valdesi” può essere visitata dal giovedì alla domenica dalle 15 alle 18,30. Per informazioni e prenotazioni delle visite si può scrivere all’indirizzo e-mail il.barba@fondazionevaldese.org.


 

Comunicato stampa

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Johanna Finocchiaro

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Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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