Eventi | 15 febbraio 2026, 16:48

Falò del 16 febbraio: le Valli accendono la memoria dei diritti

Fiaccolate e fuochi simbolici tra Val Pellice, Chisone e Germanasca per ricordare le Lettere Patenti del 1848 e il riconoscimento delle libertà civili ai valdesi

Il falò di Stallè

Il falò di Stallè

“I falò significano gioia, impegno, ma al tempo stesso la volontà di ‘bruciare’ ogni rigurgito di razzismo e intolleranza” così Gianni Genre, pastore della Chiesa valdese di Massello, Perrero-Maniglia e Villasecca, in Val Germanasca, sintetizza il senso della notte di lunedì 16 febbraio, quando i fuochi verranno accesi nelle Valli valdesi.

Le comunità valdesi del Pinerolese infatti il 16 e il 17 febbraio celebreranno il riconoscimento dei diritti civili avvenuto nel 1848 con la firma da parte di re Carlo Alberto delle Lettere Patenti.

In Val Pellice: “Il 17 febbraio non è la ‘nostra festa’”

In località Stallè, a partire dalle 20, brucerà come da tradizione uno dei falò più grandi della Val Pellice. Lì giungeranno i fedeli di Angrogna con una fiaccolata che partirà alle 18,45 dalla piazza centrale del paese e quelli di Luserna San Giovanni, che si ritroveranno alle 18,20 dal piazzale dell’Asilo valdese.

A Torre Pellice invece il ritrovo è alle 19, alla Cappella degli Appiotti per la partenza con le fiaccole. Alle 20, si accenderanno i fuochi in diverse aree del paese; il principale è quello dei Coppieri. L’invito a partecipare è rivolto a tutti: “Il 17 febbraio non è la ‘nostra festa’, è la festa di tutti gli italiani. Si tratta infatti di una celebrazione civile, non religiosa: nel 1848 il nostro Paese è diventato più inclusivo, più giusto” sostiene Michel Charbonnier, pastore di Torre Pellice.

Per quanto riguarda l’alta Val Pellice, a Bobbio Pellice, il falò principale è in località Sibaud. La fiaccolata per raggiungerlo partirà alle 19,15 davanti al municipio. A Villar Pellice la distribuzione delle fiaccole inizierà alle 19,30 alla Sala polivalente, da lì si raggiungerà il ponte delle rovine dove, alle 20, verrà acceso il fuoco. L’appuntamento per la fiaccolata a Rorà è invece alle 20,15 davanti al tempio, da lì si raggiungerà il falò del campo sportivo.

Scendendo più a valle, a San Secondo di Pinerolo, il fuoco verrà acceso in località Brusiti alle 20, mentre la partenza del corteo è alle 19,45 nel cortile del tempio. A Prarostino invece ci si ritroverà alle 19, al presbiterio di San Bartolomeo, per la fiaccolata che passerà dalla borgata Collaretto e arriverà alle 20,30 al falò del Roc.

Il giorno successivo i fedeli delle diverse Chiese si ritroveranno per i culti e pranzi comunitari: “Le celebrazioni sono un’occasione per ripeterci che la libertà non è un ‘premio per i più bravi’, ma viene da Dio, e come tale è una responsabilità – continua Charbonnier –. La storia dei valdesi non è una lunga catena di fedeltà eroica alla parola, non siamo stati sempre lucidi e coraggiosi. Ma è la storia della fedeltà di Dio grazie alla quale non ci siamo ridotti a un capitoletto in qualche libro di storia, ma siamo comunità viva”.

In Val Chisone e Germanasca: “La libertà può solo essere condivisa”

A Pramollo il fuoco verrà acceso alle 20,30 in località Châtel, mentre a San Germano Chisone i falò cominceranno a bruciare dalle 20.

Il ritrovo per arrivare al falò del tempio di Borgo Soullier, a Villar Perosa, sarà alle 19,15 al convitto, mentre a Pomaretto ci si ritroverà davanti al tempio per raggiungere l’area a valle degli impianti sportivi, dove si accenderà il fuoco, per l’evento organizzato dal Comune.

Per le tre Chiese Villasecca, Perrero-Maniglia e Massello il falò principale è quello nel piazzale accanto alla Pro loco di Massello, ma ne verranno accesi in diverse località. A quello ufficiale parteciperà il pastore Genre, affiancato dai sindaci di Perrero e Massello, che ricorda: “Quella del 17 febbraio è una festa civile perché riguarda tutti. La libertà possiamo solo condividerla e vivere collettivamente, altrimenti non è tale”. Per questo tutta la società civile è invitata a partecipare agli eventi: “Anche oggi la libertà non può essere data per scontata ma per essere conservata richiede un atteggiamento vigilante. Nel XX secolo, ad esempio, sono stati sottovalutati dei segnali e non ci si è accorti delle tragedie in cui sarebbero sfociati i totalitarismi”.

Genre quindi sottolinea il carattere civile della festa: “Dobbiamo mantenere un atteggiamento vigilante tutti assieme, a prescindere dalle religioni”.

L’alta Val Germanasca sarà illuminata anche dal falò di Prali che verrà acceso alle 20.

Elisa Rollino

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