Attualità | 19 febbraio 2026, 19:10

In piazza Castello contro il DDL Bongiorno: "Senza consenso è stupro"

Donne ma anche uomini hanno protestato per la marcia indietro sulla legge contro le violenze sessuali

"Senza consenso è stupro": così donne e uomini in piazza Castello contro le modifiche al DDL Bongiorno approvato dal Senato. L'emendamento voluto dalla maggioranza, dopo un primo accordo tra Meloni e Schlein, ha cambiato il concetto di "consenso libero e attuale", da provare dall'accusato di violenza sessuale, in una "volontà contraria" da provare da parte della difesa.

"Con questa formulazione - ha commentato Silvia Lorenzino, avvocata di Donne in Rete Contro la Violenza (D.i.Re) - i processi si incentreranno sulle modalità di reazione della vittima, che subirà ulteriore vittimizzazione secondaria quando le sarà richiesto di dimostrare di aver detto di no e di essersi opposta di modo eclatante, di aver reagito in modo evidente. Ci diranno ancora una volta che non abbiamo detto no".

In piazza c'erano i Centri Antiviolenza e associazioni come Telefono Rosa Piemonte, La Rete delle Donne, Casa delle Donne, Se Non Ora Quando? Torino, TOxD, Artemixia Aps Ets, Donne per la Difesa della Società Civile, Associazione Tampep Ets, Grls, Associazione retedonna, Associazione Futura, Donne contro ogni guerra Pinerolo, UISP Piemonte. Sindacati come CGIL Piemonte, Coordinamento Pari Opportunità - UIL Piemonte e realtà partitiche come Giovani Democratici Torino Metropolitana e Piemonte, Partito Democratico Metropolitano di Torino e Piemonte, Conferenza Democratiche Metropolitana di Torino e Piemonte, Movimento 5 Stelle Piemonte, Sinistra Italiana Piemonte, Italia Viva Pinerolo e provincia di Torino, Europa Verde Torino e Piemonte, Forum Donne Europa Verde Piemonte e Possibile Torino e Piemonte.

In piazza anche l'assessore di Torino Jacopo Rosatelli, espressione di AVS, che ha portato il sostegno di tutta la giunta: "Sono qui - ha dichiarato - come assessore, in rappresentanza di tutta l'amministrazione del percorso che questa città fa contro la violenza di genere. È importante il principio della rete: è quello che contraddistingue il lavoro contro la violenza di genere e questo lo hanno costruito le donne dei movimenti femminili e femministi che nei decenni hanno cambiato già il Paese in meglio, ma non è ancora sufficiente. Questo retromarcia nel passaggio al Senato è vergognoso. Non ci deve ingannare il fatto che al vertice del governo ci sia una donna o che la prima firmataria del DDL sia una donna, perché questo non significa garanzia di equità di genere, ma un'adesione a un modo di vedere le cose del tutto maschile e maschilista".

Da piazza Castello, l'appuntamento è stato rilanciato con la presenza a Roma per la manifestazione nazionale del 28 febbraio.

Francesco Capuano

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