Margherita di Savoia, la regina influencer, cui la Palazzina di Caccia di Stupinigi ha dedicato una ricca serie di mostre e iniziative, in occasione del centenario della scomparsa, era anche una grande appassionata di auto. Per questo la residenza sabauda del Comune di Nichelino inaugura domani (venerdì 6 marzo) la mostra "Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna", che sarà visitabile fino al 28 giugno.
Tra cavalli e motori
Un evento che, tra cavalli e motori, racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, la mostra mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo.
Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze - come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale - alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.
La passione di Margherita per le auto
La mostra è ospitata nella Citroniera di Ponente, uno spazio che per estensione e sviluppo longitudinale consente di articolare con chiarezza il confronto tra carrozze ed automobili, diventando parte integrante della narrazione. L’allestimento segue un percorso cronologico che mette in relazione mezzi a trazione animale e primi veicoli a motore, permettendo di leggere in modo diretto l’evoluzione delle soluzioni tecniche, dei materiali, delle prestazioni e delle funzioni, in una fase storica in cui le due tipologie di trasporto convivono.
Il racconto si intreccia poi con la figura di Margherita di Savoia, che durante la sua permanenza a Stupinigi visse in prima persona questa fase di transizione. Attenta alle innovazioni e alle nuove tecnologie, la Regina utilizzò sia le carrozze tradizionali sia le prime automobili, diventando testimone e protagonista dei modelli di mobilità tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Lei stessa aveva la patente di guida e possedeva una scuderia di tredici automobili, ciascuna identificata da un nome di uccello: Palombella, Falco, Falchetto, Sparviero, Aquila, Alcione, Condor, Allodola, Stornello.
Le carrozze storiche in mostra
Tra le carrozze in mostra figurano la Landau Ronde (detta comunemente in Italia Landò), realizzata da Locati nel 1880; la Milord della Carrozzeria Orsaniga Enrico di Milano del 1860 e la Clarence, appartenente alla categoria dei Brougham o Brumm, dei Fratelli Macchi di Varese del 1870. La Phaeton, carrozza leggera ed agile, deve il suo nome al mito di Fetonte, il giovane figlio di Apollo che sfidò il cielo sul carro del sole: con le sue quattro ruote imponenti e il corpo snello, era pensata per una guida veloce ed elegante.
Due gli esemplari presenti: la Stanhope Phaeton dei Successori Canovai di Firenze del 1870 e la Spider Phaeton di Mulbacher (Parigi) del 1880, più moderna e sicura pur mantenendo un carattere sportivo nella struttura “a ragno”. L’Omnibus Privé del 1880 della carrozzeria Dufour di Bordeaux; la Vis a Vis della Società M. Locati e G. Torretta del 1890. La carrozza sportiva Break Wagonette della Bottazzi di Napoli del 1890, utilizzata per passeggiate in campagna: il nome deriva da “to break” addestrare i cavalli e la Coupé Brougham, chiamata anche Brum in Italia della Cesare Sala del 1870.
La collezione proveniente dal Mauto
Accanto alle carrozze, la mostra presenta una selezione significativa di automobili delle origini provenienti dalla preziosa collezione del MAUTO: la Benz Victoria del 1893 progettata da Karl Benz, considerato con Gottlieb Daimler il padre dell’automobile; la Decauville 3½ HP, vincitrice della Parigi-Amsterdam-Parigi del 1898; la Hurtu 3 HP del 1898; la De Dion-Bouton 1¾ HP del 1899, versione a quattro ruote prodotta dai vincitori della prima corsa automobilistica al mondo, la Parigi-Rouen. Clément-Panhard VCP 3 HP del 1899.
E ancora; la Oldsmobile 6C Curved Dash del 1904 primo modello di grande diffusione commerciale. La Fiat 16/20 HP del 1906, prodotta in 462 esemplari, elegante landaulet donata al MAUTO dalla contessa Sofia di Bricherasio; la Vinot & Deguingand 14/20 HP del 1907; l’Isotta Fraschini BN 30/40 HP del 1910, modello di lusso della casa milanese; Panhard & Levassor X17 SS del 1912 con il caratteristico motore “avalve” e la Fiat Tipo Zero A del 1913, prima utilitaria della casa torinese.
La direttrice della Palazzina Marta Fusi ha sottolineato l'importanza del rapporto con il Mauto per poter arrivare ad organizzare questa mostra dedicata alle vetture d'epoca e alla grande passione della Regina Margherita per le auto. La direttrice del Mauto Lorenza Bravetta ha parlato della grande trasversalità dell'auto, della sua "forza innovatrice che lega ormai due secoli, raccontando storie di ingegno e di innovazione", che legano il passato con il presente e convivono nell'appuntamento di Stupinigi.
































