Politica | 11 marzo 2026, 10:22

Non autosufficienza, Canalis (Pd): "Ad aprile molti consorzi socio-assistenziali sospenderanno le prestazioni domiciliari per i mancati trasferimenti da Roma"

"Al momento la Regione non è in grado di assegnare il Fondo, perchè i due Piani nazionali triennali 2025-2027 (anziani e disabilità) non sono ancora stati predisposti dal Governo

Non autosufficienza, Canalis (Pd): "Ad aprile molti consorzi socio-assistenziali sospenderanno le prestazioni domiciliari per i mancati trasferimenti da Roma"

"Se sul fronte della residenzialità e semi residenzialità il Piemonte sconta annosi problemi dovuti alle liste d’attesa, all’assenza di riforme strutturali, alla carenza di personale e al mancato aggiornamento delle tariffe, anche la domiciliarità sta entrando in una crisi profonda. Ad aprile, infatti, molti dei 46 EEGG (Enti Gestori delle Funzioni Socio Assistenziali), comunemente chiamati “Consorzi socio assistenziali”, sospenderanno i contributi per gli assegni di cura e i servizi di assistenza domiciliare per i quasi 25.000 piemontesi che ne beneficiano". A lanciare l'allarme è la consigliera regionale del Pd Monica Canalis: si tratta di persone anziane o con disabilità, che le famiglie seguono a casa, invece di ricoverarli in Rsa o nelle altre strutture residenziali.

Gli assegni di cura sono ben più diffusi e capillari dell’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e, a differenza di quest’ultima, sono finanziati non da risorse sanitarie, ma sociali. La fonte è il Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA), che viene ripartito dal Governo nazionale alle Regioni e poi da queste distribuito agli ATS (Ambiti Territoriali Sociali). "Al momento - spiega l'esponente dem - la Regione non è in grado di assegnare il Fondo, perchè i due Piani nazionali triennali 2025-2027 (anziani e disabilità) non sono ancora stati predisposti dal Governo. Quando saranno approvati, la Regione dovrà fare la propria programmazione che poi sarà validata a livello nazionale e solo dopo verranno trasferite le risorse, a condizione che le rendicontazioni pregresse siano regolari".

"Insomma, - prosegue Canalis - siamo fortemente in ritardo e l’iter è ancora lungo. Intanto i consorzi non possono chiedere l’anticipazione di cassa alle banche, perché le risorse non sono state assegnate dalla Regione. Si consideri che lo Stato trasferisce le risorse di un'annualità solo se gli ATS di una Regione rendicontano il 100% delle spese dei trasferimenti di 3 anni prima e il 75% delle spese dei trasferimenti di 2 anni prima".

Quindi ai ritardi della predisposizione del Piano 2025-2027 si aggiunge il ritardo delle rendicontazioni piemontesi. Ad oggi è stato pagato il 2024, relativo alla rendicontazione al 100% dell’annualità 2021 e al 75% del 2022.

Se a breve l’iter del nuovo Piano fosse completato, l’annualità 2025 non potrebbe comunque essere pagata dallo Stato perché solo 22 sui 32 ATS hanno rendicontato al 100% il 2022 (mancano Area Metropolitana Centro, Area Metropolitana Nord, Area Nord Novarese, Novara, Area Sud Novarese, Bra, Casale Monferrato, Novi Ligure, Tortona, Vercelli) e solo 31 su 40 ATS hanno rendicontato al 75% il 2023 (mancano Area Metropolitana Nord, Area Nord Novarese, Area Sud Novarese, Acqui Terme, Asti Nord, Asti Sud, Bra, Ivrea, Vercelli).

"Si aggiunga - chiarisce Canalis -che sono stati rivisti i criteri di riparto a livello nazionale, con una quota vincolata di LEPS per gli anziani, ridefiniti come ultra settantenni, con un conseguente allungamento dei tempi di programmazione. C’è poi un’ulteriore criticità: anche nei nuovi Piani triennali nazionali crescerà la percentuale di assistenza indiretta, delegata a operatori professionali contrattualizzati dalle cooperative e dagli altri soggetti accreditati con i consorzi socio assistenziali, e diminuirà la percentuale di assistenza diretta da parte delle famiglie. Sin dal Piano non autosufficienza 2019-2021, si è spostata la prevalenza dell’intervento pubblico dalle erogazioni monetarie (come l’assegno di cura) alla fornitura di servizi (ad es. ore OSS). Sono i soggetti accreditati con i consorzi che redigono il PAI (Piano Assistenziale Individuale) e che forniscono i servizi. Questo orientamento aumenta ad ogni triennio, con grande insoddisfazione delle famiglie".

Le richieste della consigliera del Pd alla Regione sono: "cominciare urgentemente ad abbozzare i Piani regionali, per farsi trovare pronta quando quelli nazionali saranno approvati; anticipare i trasferimenti statali per evitare che i consorzi sospendano gli assegni di cura ed interrompano i servizi; chiedere al Governo di snellire e rendere più semplici le procedure di rendicontazione; supportare gli ATS in ritardo nella rendicontazione del 2022 e 2023; incoraggiare le fusioni di Consorzi per rendere inferiore il numero dei Consorzi da supportare".

comunicato stampa

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