Politica | 14 marzo 2026, 07:01

Crack e sicurezza, la ricetta del Pd: prevenzione sanitaria e reinserimento lavorativo in carcere. Scoppia la polemica sulle "pipe" gratis

Non solo telecamere e polizia, ma un approccio integrato di politiche sociali e riabilitative per contrastare le dipendenze e la recidiva. L'idea però di distribuire pipette sterili richiama ai dibattiti infuocati già sorti a Bologna nei mesi scorsi. Vignale: "Sconcertante"

Sicurezza, crack e prevenzione sono al centro della proposta del Pd

Sicurezza, crack e prevenzione sono al centro della proposta del Pd

Dipendenza dalle droghe e un carcere che non funziona: sono questi, secondo il Pd torinese, i problemi della sicurezza urbana. La soluzione quindi prevede non telecamere e agenti di polizia - o almeno non solo - ma politiche sociali e riabilitative, per prevenire e curare le situazioni di disagio psicologico e sociale. Fino ad arrivare alla distribuzione di pipette sterili gratuite per chi è tossicodipendente dal crack, la sostanza stupefacente ritenuta come l'emergenza del momento, non solo a Torino. Una strategia che aveva scatenato la polemica a Bologna, nell'autunno del 2025.
 

Pipette sterili: mozione in Sala Rossa

La ricetta è stata messa nero su bianco in una mozione a prima firma Claudio Cerrato, capogruppo PD in consiglio comunale, che chiede un approccio integrato di prevenzione delle dipendenze, tutela della salute mentale e il reinserimento sociale come risposte alla crescente insicurezza provata dai cittadini. "Questa mozione riconosce la complessità del problema senza fermarsi alla repressione - ha spiegato Cerrato -. Il crack è una realtà visibile a Torino, le persone con dipendenze che finiscono nel circuito penale anche. Ma rispondere solo con la forza è insufficiente e spesso controproducente. Serve una visione che tenga insieme controllo del territorio, prevenzione, cura e reinserimento".

E una delle ipotesi, appunto, è "almeno la distribuzione delle pipette sterili". Uno strumento che permetterebbe, spiegano i responsabili della proposta, "almeno di evitare la diffusione di alcune malattie, ma anche un tentativo di aggancio degli operatori. Se non agganci in qualche modo, si rischia la recidiva dei reati". La distribuzione di pipe, dicono i promotori dell'iniziativa, rappresenterebbe invece una politica di riduzione del danno. "Non è nulla di nuovo - ha fatto notare Isabella Martelli, consigliera Pd della circoscrizione 6. "Non è il modello Bologna, è il modello Europa, è il modello che funziona", sono state invece le parole di Teresa Vercillo, segretaria del Circolo Pd Torino 6 Barriera Di Milano-Falchera. "Viene infatti già applicato in Paesi come Belgio Svizzerao o Francia. Non si tratta certo di un modo per promuovere l'uso della droga".

Reinserimento e prevenzione

Un primo punto da risolvere è quindi quello della recidiva di chi finisce in carcere, sviluppando percorsi di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. "Sappiamo che ci sono delle condizioni di vita in carcere terribili - ha spiegato il presidente della commissione Legalità, Luca Pidello - dovuto dal sovraffollamento ma anche dalle possibilità di avere percorsi di rieducazione. Il tasso di recidiva nazionale supera il 68-70%. Ma per chi accede a percorsi di lavoro, formazione e reinserimento, quella cifra crolla fino al 2%".

L'altra richiesta è di incrementare i fondi ai SERD e ai servizi di salute mentale, da parte di Regione e Stato, per puntare di più sulla prevenzione alle dipendenze. "Credo che l'ASL debba fare di più rispetto alla parte sanitaria - ha commentato il presidente della commissione Sanità e Servizi sociali, Vincenzo Camarda -, non stiamo lavorando verso la prevenzione. Le dipendenze sono una questione sanitaria: riconoscerlo è il punto di partenza per qualsiasi intervento efficace. I SERD e i presidi a bassa soglia operano oggi in condizioni di sovraccarico cronico. Quella fragilità non curata si manifesta altrove".

A fianco di questa strategia, partirà una ricerca guidata dal sociologo Roberto Cardaci del gruppo di lavoro Sisifo Felice con lo scopo di capire cosa ne pensano i cittadini della sicurezza. "Da un lato vogliamo conoscere cosa pensano i cittadini della sicurezza in generale e della sicurezza nella vita quotidiana; dall'altro, vogliamo sapere se possiamo affrontare questo tema con interventi integrati, che vedano gli stessi cittadini protagonisti del controllo del territorio insieme alle forze dell'ordine".

La sicurezza non è di destra

"Quando parliamo di sicurezza - ha commentato il presidente della circoscrizione 7, Luca Deri - dobbiamo aggiungere 'sociale', perché l'approccio deve essere integrato: fatto di rigenerazione urbana, patti di collaborazione con la cittadinanza, presenza sul territorio delle forze dell'ordine, certezza su alcuni reati. Questo mix di interventi può portare al miglioramento della qualità della vita nei quartieri che maggiormente vivono queste difficoltà. La sicurezza non è appannaggio della destra".

Ad occuparsi del tema, in casa Pd, è il Forum Sicurezza e Legalità, coordinato proprio da Martelli. "Sicurezza e legalità vanno di pari passo - ha dichiarato -. L'obiettivo è risolvere, o almeno alleviare, i problemi di sicurezza che le persone vivono quotidianamente nei quartieri più difficili. Le persone della Piscina Sempione e della ex Gondrand non scompariranno e noi le vogliamo recuperare, perché siamo di sinistra".

Anche i Giovani Democratici, sezione giovanile del partito, hanno sostenuto il provvedimento. "La sicurezza si costruisce con i fatti, non con gli slogan. Siamo qui per evitare che il dibattito si appiattisca su soluzioni facili a problemi complessi" - ha commentato Federico Raia, segretario GD Torino. "La città sta lavorando per una riqualificazione del territorio, perché è necessario ricucire il tessuto sociale. Il presidio da solo non risolve i problemi", ha aggiunto Vercillo.

Polemiche dal centrodestra

Subito però si è scatenata l'ondata di polemiche dal centrodestra. “Di fronte a una città sempre più segnata dallo spaccio, dal consumo di crack e dal degrado nelle strade, la risposta della sinistra torinese e della maggioranza Lo Russo è distribuire pipe sterili ai tossicodipendenti. È una proposta che lascia sconcertati e che rappresenta l’ennesimo segnale di una resa culturale prima ancora che politica”. Lo dichiara Roberto Ravello, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Piemonte, commentando la proposta avanzata in Consiglio comunale.

Francesco Capuano

Leggi tutte le notizie di MOTORI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium