Economia e lavoro | 17 marzo 2026, 15:00

«Gli attacchi informatici non sono una possibilità remota, ma una certezza statistica. Anche per gli enti pubblici»

Insieme a Roberto Birocchi, ad dell’azienda italiana di cybersicurezza BAIT Service, approfondiamo un tema ancora oggi sottovalutato: «Gli hacker attaccano sempre più spesso la Pubblica Amministrazione, con impatti gravi soprattutto per i cittadini. Prepararsi oggi significa evitare danni enormi domani»

«Gli attacchi informatici non sono una possibilità remota, ma una certezza statistica. Anche per gli enti pubblici»

Negli ultimi anni il tema della sicurezza informatica è diventato centrale anche per gli Enti Pubblici. Comuni, municipalizzate, aziende speciali e tutti gli organismi della Pubblica Amministrazione gestiscono ogni giorno servizi essenziali, dati sensibili e infrastrutture critiche, diventando bersagli sempre più frequenti di attacchi informatici.

Approfondiamo il tema insieme a Roberto Birocchi, Amministratore Delegato e co-fondatore di BAIT Service, azienda italiana specializzata in cybersicurezza.

Birocchi, perché gli Enti Pubblici sono diventati un obiettivo primario degli hacker?

Le ragioni degli attacchi informatici sono diverse: infrastrutture IT eterogenee e datate; scarse risorse e procedure di backup inadeguate; poca formazione del personale; digitalizzazione crescente dei servizi; forte dipendenza da fornitori esterni; alto valore dei dati trattati; e, infine, una pianificazione insufficiente di Business Continuity e Disaster Recovery.

Quali sono le tipologie di minacce più diffuse?

I cyber-criminali sfruttano tecniche sempre più evolute: ransomware che bloccano i sistemi; phishing e social engineering basati sull’errore umano; attacchi alla supply chain tramite fornitori compromessi; malware diffusi attraverso servizi legittimi; tecniche avanzate di raccolta informazioni nel dark web o tramite vulnerabilità note.

Quali sono gli impatti degli attacchi sulla Pubblica Amministrazione?

  • Interruzione dei servizi essenziali;
  • Furto o compromissione di dati sensibili;
  • Costi elevati di ripristino e gestione dell’incidente;
  • Danni reputazionali e perdita di fiducia dei cittadini;
  • Responsabilità legali per mancata protezione dei dati.

La normativa europea NIS2, pienamente operativa dal 2025, rende gli enti obbligati a gestire in modo strutturato il rischio cyber e la sicurezza della filiera.

Gli enti locali possono innalzare significativamente la propria protezione adottando misure concrete e sostenibili?

Certo. Per esempio, noi di BAIT Service, proponiamo agli enti della Pubblica Amministrazione un approccio strutturato, sostenibile e pro-attivo: monitoraggio continuo, attività di prevenzione mirate, un Cyber Security Assessment completo con mappatura delle vulnerabilità e priorità d’intervento, formazione costante del personale e redazione di solidi Piani di Business Continuity. La sicurezza informatica non può più essere considerata un’opzione o un onere tecnico, ma una priorità strategica per la Pubblica Amministrazione. Una PA resiliente protegge i cittadini, assicura la continuità dei servizi, tutela la propria reputazione, rispetta le norme e favorisce uno sviluppo digitale sicuro e sostenibile. Gli attacchi informatici non sono una possibilità remota: sono una certezza statistica. Prepararsi oggi significa evitare danni enormi domani, anche per il cittadino.

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