Un percorso che unisce due runner, fatto di allenamenti dopo il lavoro, nei mesi più bui, motivazione reciproca e costanza: l’amicizia che lega Deborah Severini e Luisa Bertalot, del Pinerolese, le ha portate a preparare insieme e correre la Maratona di Roma dello scorso fine settimana, un’esperienza definita come qualcosa di unico.
È stata la loro seconda maratona insieme, dopo quella del 2024 a Torino. “Corriamo assieme da 7-8 anni circa, ma in modo autonomo da molto prima e soprattutto siamo amiche da tantissimo tempo – spiega Severini, pinerolese di 56 anni, impiegata –. Io e Luisa abbiamo una grande sensibilità l’una nei confronti dell’altra, che nasce come valore dello sport: venirsi incontro, capire la ‘giornata no’ dell’altro e stimolarlo comunque. Non si corre solo con le gambe, preparando un evento del genere insieme si entra in un’intimità profonda, che non si trova con chiunque”.
L’allenamento insieme…
La preparazione, iniziata a dicembre, ha richiesto più di tre mesi, con una frequenza di allenamenti di 3 o 4 volte alla settimana: “Non essendo professioniste è tempo che ritagliamo a fine giornata dai nostri impegni personali, perché crediamo tantissimo in quello che facciamo. La maratona comincia dalla preparazione, con tutti gli ostacoli che ci possono essere: il giorno in cui stai male, pensi di non farcela, la pioggia. All’inizio bisogna predisporre un fondo di resistenza e da lì poi si lavora per capire per quanti chilometri man mano si riesce ad andare avanti. Più che di corpo si viaggia di testa”.
Fattori determinanti sono senz’altro la costanza e la determinazione, come sottolinea anche la prarostinese Bertalot. Funzionario amministrativo nel Comune di Pinerolo, 51 anni, è un’ex pallavolista e ha cominciato a correre una ventina di anni fa, dopo la gravidanza: “In coppia ci si motiva, sapere che un’altra persona ti aspetta per allenarsi ti serve da stimolo e la strada condivisa ti fa sentire meno sola. Anche in uno sport ‘solitario’ si può trovare il gruppo. Noi ci aiutiamo a vicenda sulla motivazione, con incoraggiamenti nei momenti più duri. La fatica si divide e tutto diventa più leggero”.
…la gara separate
Se negli allenamenti sono una a fianco dell’altra sempre, durante la gara preferiscono procedere ognuna per conto proprio. Severini, in realtà alla sua quarta maratona personale, ha chiuso quella di Roma, tenutasi domenica 22 marzo, in 4 ore e 11 minuti. “L’ho trovata particolarmente difficile, più che altro per la pavimentazione a sampietrini, ondulati e scivolosi. Essendo in 36mila persone, oltretutto bisognava anche fare attenzione alle persone intorno a te. Ho avuto un piccolo problema di crampi e ho dovuto rallentare. Devi essere pronto ad ascoltarti, a rispettare quello che ti dice il tuo corpo. Poi, quando passi il traguardo, ti sembra quasi incredibile averlo fatto – aggiunge –. Il punto principale è la scoperta meravigliosa di te stessa, capendo qual è il tuo limite e fino a che punto ti puoi spingere senza farti male”.
Bertalot è arrivata al traguardo dopo 4 ore e 27 minuti: “Avevo già partecipato, appunto con Deborah, alla maratona di Torino, ma quella di Roma era la grande sfida. Me l’hanno sempre descritta come un’esperienza un po’ mistica, vista la bellezza del luogo, ed effettivamente è così. Il percorso si snoda nel centro di Roma, con tutti luoghi bellissimi da ammirare, e questo aiuta durante la corsa”.
Per entrambe, dunque, la maratona è stata la conclusione di un viaggio partito mesi prima con la preparazione e giunto al termine al taglio del traguardo: “In quel momento la soddisfazione ti ripaga di tutta la fatica fatta. Vedremo se ci saranno esperienze simili in futuro. Per il momento continueremo sicuramente a correre insieme. E soprattutto a vederci anche al di fuori degli allenamenti come amiche”, ribadisce Bertalot.










