S. Rita / Mirafiori | 28 marzo 2026, 06:55

Il sindaco a Mirafiori incontra i cittadini: speranza per la piscina E13

Tra le richieste dei residenti ci sono il recupero di aree dismesse, un centro d'incontro più grande e risolvere la presenza dei rom in via Rubino

Un momento dell'incontro al teatro San Barnaba di Mirafiori sud

Un momento dell'incontro al teatro San Barnaba di Mirafiori sud

Più di 300 persone hanno riempito il teatro San Barnaba, in strada Castello di Mirafiori, per parlare col sindaco Stefano Lo Russo dei problemi del quartiere. Sul tavolo alcuni problemi tra cui l'assenza di una piscina, la presenza di aree abbandonate e la difficile convivenza coi Rom nella zona della Città Giardino.

Un problema sentito è la difficoltà per la circoscrizione di rappresentare i cittadini. "Sarebbe meglio avere meno rappresentanti ma più vicini a noi - ha suggerito un partecipante -, che sposino davvero le istanze dei cittadini". Secondo Lo Russo una risposta arriverà dal nuovo piano regolatore, in fase di approvazione: "Sono d'accordo - ha risposto il sindaco - infatti il nuovo piano regolatore si basa non sulle circoscrizioni ma sui quartieri come dimensioni identitarie. Identifica il quartiere come elemento intorno a cui pensare la città".

Un altro problema segnalato al sindaco è stato quello delle aree dismesse e abbandonate. "Ogni tanto succedono anche incidenti a chi va lì a fare parkour" ha raccontato Marco. Anche in questo caso, la soluzione per Lo Russo arriverà dal piano regolatore, che avrà "più flessibilità nella riconversione d'uso delle aree, rendendo il processo meno difficoltoso e dispendioso".

Buone notizie per la piscina E13, chiusa dal 2018 per l'elevato costo di manutenzione. "Il futuro della piscina deve essere preso in carico dalla città - ha spiegato Lo Russo -, proveremo a riaprirla". "Siamo felici che ci possa essere una soluzione per la piscina E13" ha commentato il presidente di circoscrizione Luca Rolandi

Il signor Domenico ha segnalato il sovraffollamento del centro d'incontro di quartiere, chiedendo che venga ampliato lo spazio coperto o realizzata una nuova struttura, mentre Valerio, un commerciante di Mirafiori Sud, ha ricordato l'ondata di furti nella zona delle ex Cime Bianche, per cui è anche stata conclusa una raccolta firme per chiedere lampioni e telecamere. "Prendiamo in carico la richiesta del centro d'incontro - ha risposto il sindaco - e il tema della sicurezza lo porteremo al tavolo col prefetto, per capire se è possibile avere una zona di vigilanza rafforzata". 

Anche il tema dei rom, ormai da anni presenti nel quartiere, è stato sollevato da Salvatore, del comitato inquilini di Mirafiori Nord: "Siamo circondati - ha spiegato - ora sono sia in via Rubino che in corso Sardegna. Non è razzismo, ma non è sostenibile convivere con loro, che non vogliono adeguarsi alla nostra società".

"È un tema complesso - ha commentato Lo Russo - ma non è essere razzisti dire che comportamenti contro il decoro urbano non vanno bene in una città. Se una persona, di qualsiasi provenienza, si comporta male, va perseguito".

Infine, l'incontro si è chiuso con una suggestione più che una possibilità concreta: il prolungamento della Metro 2 da Mirafiori, dov'è prevista l'ultima fermata della futura metropolitana, fino a Beinasco. "Mi piacerebbe farla - ha concluso il sindaco - ma al momento non abbiamo le risorse nemmeno per arrivare al Politecnico. Il progetto arriva alla strada del Portone e l'obiettivo intanto è partire: speriamo in futuro di poter festeggiare il prolungamento a Mirafiori".

A condurre l'incontro è stato il consigliere comunale Vincenzo Camarda, già coordinatore della circoscrizione 2 e della vecchia circoscrizione 10, prima della riorganizzazione. "I più di 300 partecipanti sono stati la prova concreta di un grande successo - ha commentato -, esito di un percorso costruito con le realtà del terzo settore. Mirafiori è un territorio che crede molto nelle sue risorse di prossimità. Tanti sono stati i temi citati, l'approccio è stato molto positivo e su questo cerchiamo di continuare a costruire insieme".

Francesco Capuano

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