Non si placa l’allarme degrado in via Rossetti, nell’area di Regio Parco, dove continuano gli sversamenti abusivi di rifiuti e dove il dissuasore installato per limitare l’accesso ai veicoli è stato rimosso o danneggiato.
Il paletto e gli atti vandalici
A fare il punto ci ha pensato l’assessore alla Transizione ecologica di Palazzo Civico, Chiara Foglietta, rispondendo all’interpellanza del consigliere comunale di Fi, Domenico Garcea. L’intervento, ha spiegato il Comune, nasce da un sopralluogo effettuato nell’aprile 2025 e si è concretizzato con l’installazione di un dissuasore mobile in via Rossetti, nel tratto compreso tra via Salgari e l’ingresso al parco della Confluenza. La limitazione al traffico è stata formalizzata con ordinanza nell’ottobre dello stesso anno.
Secondo l’amministrazione, si tratta di una soluzione già adottata in altri contesti cittadini, in particolare nelle aree verdi, senza particolari criticità, anche per quanto riguarda l’accesso ai mezzi di soccorso. "Tuttavia - ha ribadito Foglietta -, il manufatto stesso è stato messo ko nel giro di pochi giorni. Per questo motivo è già stato richiesto il ripristino".
Al momento, non sono previsti interventi più strutturati per limitare l’accesso all’area, anche in considerazione della presenza di attività nella zona, tra cui un’autocarrozzeria con deposito giudiziario e una bocciofila con parcheggio interno.
Le altre iniziative
Parallelamente, il Comune ha avviato una serie di azioni per contrastare il degrado: dalla posa di barriere “New Jersey” per scoraggiare l’abbandono dei rifiuti lungo la scarpata, all’installazione di contenitori “Orso Grill”, fino a campagne di sensibilizzazione come “Oggi butta bene”. Coinvolti anche Amiat e la polizia locale, mentre sono in fase di installazione pannelli informativi all’ingresso del parco. Potenziata inoltre l’illuminazione dell’area giochi, con un nuovo punto luce recentemente completato.
Le accuse di Garcea (FI)
Ma le misure adottate non convincono. “Non si tratta di casi isolati, ma di continui sversamenti. Non possiamo intervenire sempre e solo con soluzioni deboli” così Garcea.
Dito puntato contro la scelta del dissuasore amovibile, ritenuto inefficace in un contesto complesso come quello di Regio Parco: “Dimostra una sottovalutazione del problema e una carenza di valutazioni tecniche. È lecito chiedersi con quale criterio sia stata adottata una misura così fragile”.
Da qui la richiesta di un cambio di passo: “Servono interventi realmente efficaci, difficilmente eludibili e accompagnati da controlli costanti. Non bastano soluzioni tampone”.












