Cronaca | 31 marzo 2026, 08:45

Colpo in Barriera: rubati 13 smartphone, ma incastrati dai documenti nello zaino della refurtiva

Dopo la spaccata notturna, i due malviventi vengono fermati con 13 telefoni e le fotocamere puntate addosso. A tradirli, un permesso di soggiorno dimenticato tra la merce rubata

Colpo in Barriera: rubati 13 smartphone, ma incastrati dai documenti nello zaino della refurtiva

Hanno forzato la saracinesca, sfondato la vetrina e razziato gli scaffali, convinti che l’oscurità delle quattro del mattino fosse lo scudo perfetto. Ma la fuga di due ladri a Torino è durata appena una manciata di minuti, conclusasi con le manette ai polsi e il recupero dell'intera refurtiva.

Il colpo e l'allarme

Erano le 4,30 della notte quando una pattuglia della Polizia, transitando in Corso Giulio Cesare, ha notato un uomo visibilmente agitato al telefono. Si trattava del proprietario di un negozio della zona che, proprio in quegli istanti, stava segnalando al 112 il furto appena subìto. I malviventi erano riusciti a penetrare nell'attività commerciale distruggendo l'ingresso e puntando direttamente ai pezzi più pregiati: gli smartphone di ultima generazione.

L'inseguimento e il goffo tentativo di fuga

Mentre la vittima forniva i primi dettagli, le telecamere di videosorveglianza hanno permesso di ricostruire l'identikit dei fuggitivi. La caccia all’uomo è scattata immediatamente coinvolgendo diverse volanti in zona. I due sospettati sono stati intercettati poco distante dal luogo del furto.

Alla vista delle divise, uno dei due ha tentato un ultimo, disperato gesto: nascondere uno smanicato sotto un'auto parcheggiata per cercare di confondersi tra i pochi passanti. Un movimento che non è sfuggito agli agenti, i quali hanno setacciato l'area circostante ritrovando due zaini stracolmi.

Le prove schiaccianti

All'interno dei borsoni non c'erano solo i 13 smartphone appena rubati, ma anche la "firma" involontaria dei colpevoli:

Negli zaini, i due uomini — un cittadino marocchino e uno ruandese — avevano lasciato anche alcuni documenti personali e verbali sanitari, rendendo la loro identificazione immediata e inconfutabile.

Tutti i telefoni sono stati verificati e riconsegnati al proprietario, che ha potuto rientrare in possesso della merce in tempi record.

Il provvedimento

Per i due è scattato l'arresto con l'accusa di furto aggravato in concorso. Dopo i rilievi di rito, sono stati trasferiti nel carcere "Lorusso e Cutugno" a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. 

Redazione

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