Scuola e formazione | 15 aprile 2026, 12:27

Dica 30 e lode? Debutta "A tutta salute", il primo festival dedicato al benessere dei giovani (con un occhio di riguardo per chi fa l'Università)

Dal 17 al 19 aprile arriva l'evento che vuole insegnare a prendersi cura della condizione psico-fisica delle nuove generazioni: appuntamento in via Foligno 14. L'evento fa parte del progetto Uni Health Points, che insegna a "viversi bene la sessione"

Prima edizione per il progetto

Prima edizione per il progetto

Prende il via la prima edizione di A tutta salute, il festival dedicato al benessere psicofisico dei giovani. In programma, da venerdì 17 a domenica 19 aprile, talk, workshop ed eventi che animeranno gli spazi del Bee Ozanam Community Hub di via Foligno 14 a Torino, per promuovere la cura dello stato fisico e mentale tra i giovani e la cultura della prevenzione, in particolare tra gli studenti universitari, che nel nel periodo della sessione d’esami soffrono sempre di più di altissimi livelli di stress.

Ad aprire la tre giorni del Festival, l’inaugurazione  di venerdì 17 alle ore 18, aperta a tutta la comunità cittadina, alla presenza di istituzioni e partner, a cui seguirà l’opening della mostra Archivi del contatto curata dall’architetta Martina Ghignatti che esplora il contatto come stato che coinvolge il corpo, la percezione, le emozioni e il rapporto con il mondo.

"Questo festival rappresenta una proposta concreta per migliorare la qualità della vita dei giovani, creando spazi di partecipazione, ascolto e crescita condivisa nella comunità - dichiara Matteo Ghisolfi, tra gli ideatori del Festival e responsabile progetto Uni Health Points -. Crediamo, infatti, che il benessere non debba essere solo individuale, ma costruito insieme come valore collettivo: il festival è sicuramente un’occasione per arrivare a quante più persone possibili"

Tra gli eventi del Festival, spiccano il corso BLSD tenuto dai formatori della Croce Rossa Italiana sede di Chieri, il workshop tenuto dal cuoco Paolo Ghignatti per imparare a preparare “schiscette” sane, equilibrate e gustose da portare nella quotidianità, il talk sull’ansia con la psichiatra Sylvia Rigardetto e quello su dating, consenso e prime volte con Silvia Gioffreda, ThisUnique e Mica Macho.

Il progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione

A tutta salute si inserisce nell’ambito del progetto Uni Health Points: come viversi bene la sessione promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo tramite il bando Sparkz: Giovani che attivano e i contributi ordinari dell’assessorato alle politiche sociali 2025 del Comune di Torino e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Torino e del Politecnico di Torino.

Uni Health Points, attraverso una serie di iniziative di sensibilizzazione e la creazione di contenuti social, ha come obiettivo quello di generare un cambiamento culturale duraturo negli universitari, influenzando positivamente le abitudini quotidiane, per ciò che riguarda salute mentale, alimentazione sana, attività fisica e igiene del sonno.

Caratteristica innovativa dell’intero progetto è l’approccio partecipativo basato sulla peer education: tra gli obiettivi infatti, c’è quello di trasformare gli universitari da semplici beneficiari ad agenti attivi del cambiamento, formandoli per diventare moltiplicatori di conoscenza ed esperienze nel campo della salute e del benessere per i loro pari e per la più ampia comunità giovanile. 

Universitari e salute: qualche dato

A Torino ci sono circa 83.000 universitari con una forte presenza femminile (62,1%) e il 24,1% di studenti provenienti da fuori Piemonte (Fonte UniTO).

Secondo l’Istat, dal 2019 è in aumento tra i più giovani il disagio psicologico: L’indice di salute mentale, uno strumento psicometrico che fornisce una misura del benessere psicologico degli individui su una scala da 0 a 100, nel 2024 si attesta in Italia a 68,4 punti medi per le persone di 14 anni e più e sale a 70,4 punti tra i giovani di 14-24 anni.

Secondo il rapporto «Salute mentale e salute del cervello nella concezione della salute degli italiani», realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia e presentato a gennaio 2026, il 90,3% degli italiani ritiene possibile e necessario intervenire precocemente per evitare l’aggravarsi dei disturbi di salute mentale e del cervello. Nella gamma di interventi di prevenzione ritenuti più efficaci per tutte le malattie del cervello (cioè dei disturbi neurologici, del neurosviluppo e psichiatrici) si enfatizza la dimensione sociale e la necessità di agire su fronti molteplici, come la promozione del benessere psicologico nella scuola (48,6%) e la presenza di un sostegno nei luoghi della quotidianità (46,8%) tra cui quelli di lavoro.

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