Sanità | 22 aprile 2026, 11:37

Ictus, intervento eccezionale salva la vita ad un paziente di 73 anni all’ospedale di Rivoli

Una storia di tempestività, organizzazione e integrazione tra servizi sanitari ha permesso di evitare una morte che pareva quasi certa

Intervento eccezionale salva la vita ad un paziente di 73 anni all’ospedale di Rivoli

Intervento eccezionale salva la vita ad un paziente di 73 anni all’ospedale di Rivoli

Una storia di tempestività, organizzazione e integrazione tra servizi sanitari quella della 73enne giunta con il 118 al Dea dell’Ospedale di Rivoli, con sintomi subito riconducibili a un sospetto ictus: improvvisa impossibilità di parlare e immobilità del lato destro del corpo.

Scatta immediatamente il codice rosso. Viene attivata la Neurologia, mentre si avviano in parallelo gli accertamenti: prelievi urgenti inviati in laboratorio e tomografia computerizzata (TC) all’encefalo eseguita in Radiologia, che consente di escludere un’emorragia cerebrale. Lo studio dei vasi evidenzia un’occlusione dell’apice della carotide sinistra. In questi casi ogni minuto è decisivo: la paziente viene riportata in Dea e, in assenza di controindicazioni emerse dagli esami, si procede rapidamente con la trombolisi. Nei Dea di Rivoli e Pinerolo è disponibile, dallo scorso 1° marzo, una modalità di somministrazione farmacologica che consente di ridurre sensibilmente i tempi di trattamento. La possibilità di eseguire in pochi secondi la somministrazione consente il trasferimento rapido e senza necessità di flebo nel centro di II livello (Molinette) dove si può procedere subito alla ricanalizzazione del vaso occluso. La notte è dedicata al monitoraggio. Già nel corso delle prime ore la paziente riprende a parlare e a muovere arti superiori e inferiori, dopo 48 ore rientra nella Neurologia di Rivoli e dopo qualche giorno può essere dimessa al domicilio con pieno recupero.

«È successa una cosa che non è mai scontata: che un paziente, grazie alla rapidità e all’integrazione degli interventi, recuperi completamente la propria funzionalità» afferma Marco Romanelli, direttore della Neurologia dell’Ospedale di Rivoli. «È un successo nel vero senso della parola».

«Questo caso dimostra ancora una volta che, nel trattamento dell’ictus, il tempo e l’organizzazione del percorso sono determinanti» sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale dell’AslTo3. «Dal riconoscimento precoce dei sintomi agli esami diagnostici, fino al trattamento e alle dimissioni, la sincronizzazione tra tutte le professionalità coinvolte è fondamentale».

Operatori socio-sanitari, infermieri, medici dell’emergenza, neurologi, radiologi, tecnici di radiologia, personale di laboratorio e di farmacia, neuroradiologi e operatori del 118: una rete che, anche in un “normale” pomeriggio di lavoro, rende possibile trasformare pochi minuti in una possibilità concreta di salvezza e recupero.

comunicato stampa

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