Cronaca | 06 maggio 2026, 15:28

Rischiava di morire soffocato: il nipote (guidato da un'infermiera al telefono) salva la vita del nonno

Tutto a causa di un boccone andato di traverso: decisiva la prontezza dell'operatrice di Azienda Zero che aveva ricevuto la chiamata da un ristorante di Susa

Immagine d'archivio

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Ci sono interventi in cui, più che in altri, il tempo è vitale. Questa mattina, alle 12.17, alla Centrale operativa del 118 di Torino, gestita da Azienda Zero, è arrivata una telefonata dal ristorante di Susa in cui si trovava un uomo di 88 anni insieme alla famiglia. La richiesta di aiuto segnalava che l’anziano non respirava più: un boccone andato di traverso lo stava soffocando.

I consigli arrivati al telefono

L’infermiera del nucleo di valutazione della Centrale operativa, che ha preso in carico la chiamata, ha iniziato subito a fornire indicazioni precise. Ha chiesto di stendere il paziente a terra, posare il telefono, attivare il vivavoce per avere le mani libere e avviare le manovre salvavita. A praticare il massaggio cardiaco, guidato passo dopo passo al telefono, è stato il nipote dell’anziano. L’intervento ha permesso all’uomo di espellere il bolo alimentare che gli stava ostruendo le vie aeree.

Quando l’ambulanza è arrivata, alle 12.22, cinque minuti dopo l’inizio della telefonata, ha trovato il paziente sveglio e cosciente. L’equipe del mezzo di soccorso ha quindi trasferito l’anziano, accompagnato dal nipote e dal fratello, all’ospedale di Susa per tutti gli accertamenti del caso. La tempestività delle manovre, coordinate a distanza dalla Centrale operativa, ha permesso di salvargli la vita.

Il grazie dell'assessore Riboldi

«Colgo l’occasione per ringraziare gli operatori del 118 per la loro professionalità e competenza: l’episodio di oggi dimostra che il nostro sistema è particolarmente efficiente ed in grado di intervenire, anche da remoto, risolvendo situazioni complesse. Quando parliamo di una sanità di assoluto livello, lo facciamo a ragion veduta, facendo riferimento a casi come questo, non solo ad interventi di alta complessità. Il sistema di emergenza-urgenza è uno dei cardini della nostra sanità e mi fa piacere ricordarlo», spiega l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi.

«Il personale delle centrali operative del Servizio di Emergenza Territoriale 118 è formato per gestire l’emergenza fin dai primissimi minuti», sottolinea Massimo D’Angelo. «In questo caso la capacità dell’infermiere di guidare al telefono un familiare nell’esecuzione di manovre salvavita si è rivelata decisiva. È una competenza che il personale acquisisce attraverso percorsi formativi specifici e che rappresenta un elemento centrale dell’attività delle centrali operative: la presa in carico del paziente inizia subito, già durante la chiamata, in contemporanea con l’invio dei mezzi di soccorso», dice Massimo D'Angelo, Direttore Generale di Azienda Zero Piemonte.

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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