Attualità | 09 maggio 2026, 09:59

Oltre i pregiudizi, i ragazzi di Torino incontrano il mondo delle migrazioni

L’evento finale del progetto “Insieme facciamo la differenza” con oltre 400 studenti protagonisti

L’evento finale del progetto “Insieme facciamo la differenza”

L’evento finale del progetto “Insieme facciamo la differenza”

Conoscere, sperimentare, attivarsi, per mettersi in gioco in prima persona. Sono queste le parole chiave che potrebbero sintetizzare il percorso intrapreso da più di 400 studenti e studentesse torinesi e della provincia che, l’8 maggio si sono radunati nell’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo per mettere a confronto le esperienze fatte in questo anno scolastico grazie al progetto “Insieme facciamo la differenza”. Hanno partecipato gli Istituti Avogadro, Alvar Aalto, Agnelli, Birago, Giulio, Rebaudengo, Vittone e i Licei Regina Margherita, Volta, Umberto I.

E’ stata un’iniziativa promossa dall’Osservatorio for indipendent thinking, in collaborazione con Fondazione Compagnia di San Paolo e YEPP Italia e accolta da numerose scuole di secondo grado cittadine e da diverse associazioni di volontariato attive sul territorio.

I lavori hanno consentito ai ragazzi coinvolti, di conoscere da vicino il fenomeno migratorio, attraverso le storie e le voci di testimoni, migranti ed operatori impegnati con loro, che si sono prestati per offrire uno sguardo più autentico su questa realtà, oggi spesso manipolata e controversa. Il primo step di questo che per studenti e studentesse è stato un vero e proprio viaggio, iniziato tre anni fa, nel 2023, coinvolgendo nel tempo 20 scuole e 56 classi diverse, per un totale di 110 ragazzi della città di Torino e della prima cintura.

Il lavoro è iniziato in classe con una rassegna stampa, grazie al supporto dell’Osservatorio che ha messo a disposizione degli studenti diverse testate giornalistiche(Corriere della Sera, La Stampa, la Repubblica, Il Sole 24 Ore e The Economist) ed alla preziosa guida della giornalista e scrittrice Gabriela Jacomella che ho spronato gli studenti e le studentesse a leggere le notizie in modo critico, senza lasciarsi guidare da pregiudizi ed a porsi delle domande.

Si è poi passati ad un approccio pratico, lasciando le aule e spostandosi sul territorio per incontrare attraverso le associazioni, le persone, passando così da luoghi comuni e false credenze, frutto spesso di stereotipi, al desiderio "di impegnarsi concretamente per entrare in contatto con l’altro, chiedendosi casa poter fare, per fare la differenza", come ha giustamente sottolineato Ortensia Romano, Responsabile Formazione e Progetti Nazionali YEPP Italia.

"Del resto - come ha raccontato Samuele del Liceo Scientifico Volta - grazie a questo progetto abbiamo imparato la differenza tra sapere e comprendere. Prima avevamo un’idea generale abbastanza superficiale ora invece abbiamo una percezione più umana. Abbiamo capito che dietro i numeri e le parole ci sono persone, storie percorsi spesso molto difficili che non possono essere ridotti a semplici eticchette".

Per favorire l’immedesimazione degli studenti in ciò che stavano ascoltando e l’empatia con i migranti e le loro storie, sono stati fatti anche dei giochi di ruolo come quello del passaporto, raccontato da Giorgia e Sara del Vittone di Chieri che ha fatto capire come da quel documento dipenda la possibilità di partire e realizzare i propri sogni o ancora il gioco del viaggio, illustrato dagli studenti del Rebaudendo, Raian e Ziad che li ha fatti riflettere su quanto sia difficile la rotta dei migranti e su quanto siano felici loro nella loro quotidianità.

Naturalmente non tutti i ragazzi hanno confessato di aver accolto il progetto positivamente e anzi di avere fatto delle resistenze, come Sofia del Giulio che ha ammesso però di averlo poi seguito con entusiasmo: "abbiamo capito che era il nostro momento, la nostra classe, senza nessun giudizio, ora siamo pronti a metterci in gioco, siamo cambiati", mentre Carlo del Regina ha anche sottolineato come questa esperienza abbia aperto loro gli occhi.

“Insieme facciamo la differenza” è stato insomma un’occasione per molte classi per unirsi e riconoscersi gruppo, per crescere insieme e in tanti, come le studentesse dell’Umberto I, hanno parlato con entusiasmo del lavoro di restituzione realizzato tutti insieme: un video che potesse illustrare l’esperienza fatta e che durante la mattinata nell’Auditorium del grattacielo è stato proiettato e condiviso con tutti i partecipanti. L’evento si è concluso con una testimonianza di due insegnanti, Lucia Maria Manazza del liceo Volta e Luca Magnana dell’Istituto Arval Alto e dei rappresentanti di alcune delle associazioni coinvolte: Generazione Ponte, Pais, Civico 0, ADASS, Amece, Al AMAL.

L’emozione dei giovani protagonisti della giornata e dei numerosi operatori, facilitatori e volontari è stata palpabile per tutto il corso della mattinata a riprova di quanto il lavoro fatto in questi mesi sia stato concreto, reale ed abbiamo tracciato solchi nelle coscienze sia dei giovani e negli adulti proprio come ha commentato Ortensia di Yepp: "è più quello che impariamo che quello che sentiamo di lasciare".

Maria La Calce

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