Bilancio sotto attacco, conti contestati e accuse di immobilismo. La Coalizione Progressista di Venaria Reale boccia senza mezzi termini il rendiconto 2025 approvato dall'attuale amministrazione e apre un nuovo fronte politico in vista delle elezioni comunali del 2026. Al centro delle critiche ci sono i numeri del bilancio, ma soprattutto le ricadute concrete sulla città: scuole, palestre inagibili, manutenzioni assenti, servizi ridotti e timori per il futuro economico dell'ente.
La coalizione che sostiene Mirco Repetto - e che riunisce Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Uniti per Cambiare e Venaria Progetto Comune - Volt Europa - ha attaccato duramente quella che considera una gestione distante dai problemi reali della città. A guidare l'affondo è proprio Repetto, il candidato sindaco per le elezioni amministrative del 24-25 maggio, che parla di una situazione destinata a lasciare "criticità e perplessità in eredità alla prossima amministrazione". Secondo Repetto, i problemi locali sarebbero strettamente collegati anche alle difficoltà finanziarie della Regione Piemonte e ai tagli nel comparto sanitario.
Nel mirino anche la giunta regionale
Repetto richiama poi il quadro regionale, puntando il dito contro le difficoltà della sanità piemontese e contro il modo in cui la Regione avrebbe presentato la situazione. Il riferimento è alla definizione di "artifici contabili" utilizzata dall'assessore regionale Andrea Tronzano: una formula che il candidato sindaco contesta duramente, sostenendo che eventuali interventi di bilancio debbano essere affrontati "nei canoni e nei termini di legge".
Secondo Repetto, il dato politico è che le criticità del comparto sanitario regionale rischiano di ricadere anche su Venaria, spiegando la mancanza di alcuni servizi e la necessità, per la prossima amministrazione, di costruire un programma sostenibile e compatibile con le reali esigenze della città.
"Non vorremmo scoprire situazioni ancora più complicate di quelle attuali", attacca Repetto, sostenendo che il deficit regionale finirà inevitabilmente per pesare anche su Venaria, riducendo servizi e possibilità di accesso ai bandi. Nel mirino anche i 17 milioni di tagli alla sanità avviati dalla Regione Piemonte, che secondo la coalizione finiranno per avere conseguenze dirette anche sul territorio venariese.
La coalizione punta il dito contro quella che considera una narrazione troppo ottimistica dell'attuale amministrazione, accusata di esibire i numeri del rendiconto senza affrontare le criticità quotidiane dei cittadini. Tra le questioni sollevate ci sono il deterioramento di strade e marciapiedi, la situazione degli edifici scolastici, le palestre inagibili e i collegamenti con il Polo sanitario. "Venaria non ha bisogno di contabilità compiaciute: ha bisogno di risposte e di scelte nette", ribadisce Repetto, chiedendo che le eventuali risorse disponibili vengano trasformate in interventi concreti, manutenzioni e servizi.
Lo scontro sui numeri
Nel fronte delle opposizioni entra anche Davide De Santis del Movimento 5 Stelle, che contesta il racconto economico presentato dalla maggioranza parlando di dati che, a suo dire, non rappresenterebbero realmente la situazione finanziaria del Comune. De Santis mette inoltre in discussione alcuni aspetti del conto economico e dello stato patrimoniale, sostenendo che negli ultimi anni siano state effettuate numerose alienazioni. Tra gli esempi citati c'è l'ex area Asl di piazza Annunziata, destinata - secondo quanto riferito - a una riconversione privata, scelta contestata da chi avrebbe preferito una gestione pubblica attraverso una partecipata.
Anche Raffaele Trudu del Partito Democratico mette nel mirino il racconto dell'avanzo di amministrazione da 18 milioni di euro rilanciato dall'amministrazione dopo l'ultimo Consiglio comunale. "La critica non è nei numeri assoluti", precisa, "ma nel modo in cui servizi e spese sarebbero stati gestiti negli anni".
Secondo Trudu, Venaria sarebbe cambiata profondamente anche dal punto di vista demografico, ma senza un adeguamento reale dei servizi, a partire dalla raccolta rifiuti. Preoccupazioni vengono espresse anche sullo stato delle partecipate comunali, con alcune realtà che chiuderebbero in perdita. Nel mirino finisce anche la gestione delle risorse del Pnrr. Per il Pd, l'amministrazione avrebbe sprecato un'occasione strategica che difficilmente tornerà nel prossimo futuro.
"I nodi sono venuti al pettine"
Durissimo anche Alessandro Brescia della lista civica Uniti per Cambiare, che annuncia la presentazione di documenti alla Corte dei Conti sugli oneri di urbanizzazione. Secondo Brescia ci sarebbero elementi per ipotizzare un utilizzo improprio delle risorse e per questo viene chiesto di verificare la legittimità dei provvedimenti adottati. "L'amministrazione racconta una realtà che non esiste", attacca Brescia, accusando il sindaco di aver trasformato i social nel principale strumento politico evitando invece il confronto in Consiglio comunale.
L'esponente civico parla inoltre di una situazione finanziaria che, a suo dire, avrebbe ormai mostrato tutte le sue fragilità: dalla mancanza di possibilità di accendere mutui nei prossimi anni fino al ricorso agli oneri di urbanizzazione per ottenere entrate straordinarie.
Scuole, biblioteca e giovani
Tra i temi affrontati dalla coalizione anche quello dell'istruzione e dei servizi culturali. Mariachiara Catania, della lista civica Uniti per Cambiare, critica il mancato rispetto di alcune promesse inserite nel programma dell'attuale amministrazione, a partire dalle attività pomeridiane per gli studenti. Nel mirino finiscono anche gli orari della biblioteca, che non sarebbe più aperta il sabato mattina, e la gestione della manutenzione scolastica, definita insufficiente e fatta soprattutto di "interventi rattoppo".
Catania accusa infine la maggioranza di aver governato "senza una visione della città" e senza costruire un vero progetto per le nuove generazioni. Da qui la richiesta di un modello diverso di pianificazione educativa e sociale, capace - secondo la coalizione - di guardare sia ai giovani sia agli anziani della città.














