Cronaca | 15 maggio 2026, 16:34

Il carcere di Ivrea teatro di violenza: 4 poliziotti feriti da un detenuto marocchino

La denuncia del sindacato di Polizia Sappe: "Un altro pomeriggio di ordinaria follia"

Una immagine d'archivio del carcere di Ivrea

Una immagine d'archivio del carcere di Ivrea

“Un pomeriggio di ordinaria follia e brutale violenza si è consumato oggi, venerdì 15 maggio, intorno alle 13.30, presso la Casa Circondariale di Ivrea, dove quattro appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria sono rimasti feriti a seguito dell’aggressione improvvisa e immotivata da parte di un detenuto. Un episodio gravissimo che, alla luce del profilo del ristretto, si configura come la cronaca di un’aggressione annunciata”. A denunciare l’accaduto sono Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte.

Secondo quanto ricostruito dal sindacato, il detenuto, un marocchino di 45 anni, dopo avere mostrato un atteggiamento inizialmente tranquillo e collaborativo, aveva chiesto di accedere all’infermeria per medicazioni successive a un intervento odontoiatrico. “Si trattava purtroppo di una trappola”, spiegano i sindacalisti. “Con uno scatto fulmineo, il soggetto si è scagliato contro il personale presente, sferrando testate e violenti pugni al volto e al corpo dei colleghi”.

Gli agenti, pur colpiti, sono riusciti a indietreggiare e a chiudere il cancello di sbarramento della sezione, facendo scattare immediatamente l’allarme generale. La situazione è poi ulteriormente degenerata all’arrivo dei rinforzi: il detenuto, in stato di forte agitazione psicomotoria, ha colpito con un pugno al volto anche l’addetto alla Sorveglianza Generale intervenuto per tentare una mediazione attraverso le sbarre, barricandosi poi nella propria cella e incitando in lingua araba gli altri detenuti alla rivolta.

“Solo il tempestivo intervento del personale equipaggiato con i Dispositivi di Protezione Individuale ha consentito di contenere il soggetto e ripristinare l’ordine”, spiegano Capece e Santilli. L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato, mentre i quattro poliziotti feriti sono stati trasportati al Pronto Soccorso con traumi e contusioni di diversa entità.

“Ci troviamo davanti all’ennesimo, intollerabile capitolo di una situazione ormai fuori controllo”, denunciano i rappresentanti del SAPPE. “Il detenuto era già noto all’amministrazione penitenziaria per precedenti aggressioni, atti di danneggiamento e continue violazioni delle regole interne. Inoltre, era in attesa di ricovero per osservazione psichiatrica”.

Per Capece e Santilli “è inaccettabile che soggetti con accertata pericolosità sociale e instabilità mentale vengano lasciati nelle sezioni ordinarie, scaricando tutto il peso della gestione sul personale di Polizia Penitenziaria, ormai trattato come carne da macello. Lo Stato sta abdicando al proprio ruolo di tutela nei confronti dei suoi servitori”.

Il SAPPE esprime “totale plauso ai colleghi feriti e a tutto il personale intervenuto, che con professionalità e sangue freddo ha evitato che l’incitamento alla rivolta contagiasse l’intero padiglione”. Ma, aggiungono i sindacalisti, “la solidarietà non basta più. Il semplice trasferimento del detenuto non può rappresentare l’unica risposta dell’amministrazione nei confronti di soggetti che rifiutano ogni regola di convivenza civile”.

Da qui l’appello al Governo: “Servono interventi immediati e concreti. È necessario avviare una riforma radicale che sottragga i detenuti psichiatrici alle carceri ordinarie e doti finalmente la Polizia Penitenziaria di strumenti di deterrenza moderni e adeguati ai livelli di violenza che ormai caratterizzano quotidianamente gli istituti penitenziari italiani”.

redazione

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