Cultura e spettacoli | 16 maggio 2026, 16:06

Violenza di genere: Una, Nessuna e Centomila arriva al Salone del Libro

Dall'educazione affettiva al sostegno dei centri antiviolenza: la fondazione porta a Torino incontri e campagne culturali

Lella Palladino

Lella Palladino

Dal sostegno ai centri antiviolenza fino all'educazione affettiva nelle scuole. La Fondazione Una Nessuna Centomila arriva al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026 portando al centro del dibattito uno dei temi più delicati e discussi degli ultimi anni: la violenza maschile sulle donne e il cambiamento culturale necessario per contrastarla.

Una presenza che al Lingotto non si limiterà agli incontri pubblici, ma che punta a trasformare uno degli eventi culturali più seguiti d'Italia in uno spazio di confronto su diritti, prevenzione ed educazione delle nuove generazioni. A raccontarlo è stata Lella Palladino, vicepresidente della fondazione nata proprio con l'obiettivo di sostenere i centri antiviolenza e costruire percorsi culturali contro la violenza di genere.

"Violenza raccontata in modo neutro"

"La violenza maschile sulle donne viene ancora raccontata in modo neutro, senza nominare davvero la violenza maschile e senza collegarla alla mancanza di potere delle donne", ha spiegato Palladino, sottolineando come il problema non possa essere affrontato soltanto sul piano emergenziale. Per la vicepresidente della fondazione, infatti, il nodo resta profondamente culturale: "La violenza è radicata nella cultura e la soluzione si trova nel cambiamento culturale".

La fondazione, che oggi sostiene decine di centri antiviolenza in tutta Italia, punta non solo alla raccolta di fondi ma anche alla costruzione di reti e iniziative capaci di incidere sul piano sociale e culturale. Un lavoro che passa anche attraverso musica, spettacolo e linguaggi artistici, coinvolgendo volti noti del mondo dello spettacolo e della cultura. Tra questi Fiorella Mannoia, presidente onoraria della fondazione, insieme ad attrici, attori e artisti che negli anni hanno sostenuto campagne e video diventati virali, come "Se tu non vuoi io non posso".

Il Salone del Libro come spazio di prevenzione

Non a caso proprio il Salone del Libro diventa uno dei luoghi scelti per parlare di educazione affettiva e prevenzione. Per Palladino, infatti, il lavoro deve partire soprattutto dalle nuove generazioni e dalle scuole. "Bisogna spostare gli assi degli interventi sulla prevenzione, e questo si può fare soltanto partendo dalle nuove generazioni", ha spiegato, rivendicando la necessità di una legge specifica sull'educazione sessuo-affettiva in Italia.

Tra gli appuntamenti portati al Salone dalla fondazione c'è infatti anche la presentazione di "Senza Legge", un momento di confronto dedicato proprio all'educazione affettiva nelle scuole e alle proposte avanzate dai centri antiviolenza. Un tema che, secondo la vicepresidente della fondazione, riguarda in particolare i ragazzi delle scuole medie, in una fase definita "critica" della crescita, dove spesso le informazioni arrivano soltanto dal web e dai siti pornografici, senza strumenti educativi adeguati.

Nel corso degli incontri torinesi verranno affrontati anche i temi dei diritti, della libertà delle donne e del ruolo della cultura nella prevenzione della violenza di genere, confermando ancora una volta il Salone del Libro come uno degli spazi simbolici del confronto pubblico italiano.


 

Marco D'Agostino

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