Viabilità e trasporti | 19 maggio 2026, 18:22

Sindaci compatti sulle Gallerie di Porte: “Pazienza finita, ma vogliamo dialogare”

In una conferenza stampa i Comuni delle Valli Chisone e Germanasca chiede chiarezza alla Città metropolitana

La conferenza dei sindaci

La conferenza dei sindaci

“A ottobre faccio 5 anni da sindaco e le Gallerie sono rimaste più chiuse che aperte. La pazienza è un po’ finita, perché non possiamo dare risposte ai cittadini, visto che non veniamo informati”. C’è l’amarezza del primo cittadino di Porte, Simone Gay, ma c’è anche la disponibilità a confrontarsi con la Città metropolitana per ripartire da zero e cercare di risolvere il problema delle continue chiusure. Dopo l’ultima beffa: prima l’annuncio e poi la mancata apertura per l’ennesimo guasto.

I Comuni delle Valli Chisone e Germanasca si sono dati appuntamento stamattina nella sala consigliare di Porte per far sentire la voce di un disagio. L’ennesimo prolungamento della chiusura delle Gallerie preoccupa. Anche per il futuro.

“Non ci sono problemi strutturali – sgombra il campo da dubbi Danilo Breusa, sindaco di Pomaretto e presidente dell’Unione montana –. Ma penso sia nostro diritto avere informazioni precise sui lavori che si stanno svolgendo e sul piano di manutenzione per evitare le chiusure continue”.

I diversi Comuni, dalla bassa all’alta Valle, hanno sottolineato i disagi per chi vive nel territorio, ma anche l’impatto sul turismo. “In un giorno in settimana passano dalle 14.900 alle 18.600 macchine per Porte” sottolinea Gay. Un carico viario e di inquinamento importante. Mentre Marco Ventre, sindaco di Villar Perosa, sottolinea l’impatto su un tessuto economico fragile: “La Città metropolitana (proprietaria delle Gallerie, ndr), non si rende conto di cosa vuol dire per noi avere le Gallerie chiuse. Siamo un territorio che cerca di ripartire economicamente con un po’ di turismo e si dà l’impressione che non ci sia una viabilità per raggiungerlo”. Ventre sottolinea anche come la mancanza di informazioni chiare e di risposte – anche all’ultima lettera inviata da Breusa e Gay, a fine aprile, con in copia la Procura – sia una “sgrammaticatura istituzionale”, ma sottolinea la disponibilità di “mettersi a un tavolo a ragionare, ripartendo da zero”. Una mano tesa dopo i toni e le proteste accese dal passato.

Marco Bertello

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Johanna Finocchiaro

Buongiorno, Good morning, Bonjour, Buenos Días, Namasté!
Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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