Più di un milione di metri cubi - per la precisione 1,22 - di rifiuti speciali, anche pericolosi, ha iniziato ad essere sotterrato alle porte di Torino. Ha infatti aperto il nuovo centro di gestione rifiuti Barricalla 2, dopo che il primo sito ha raggiunto la capienza nel 2024, e la stima è che per riempirsi ci vorranno circa 10 anni. La nuova discarica speciale si trova a Collegno, al confine con Torino, nella località Ciabot Gay, dove prima sorgeva una cava, e vede attivi due lotti su quattro, con gli ultimi due in costruzione.
Tra chiusura del vecchio e apertura del nuovo sito
Nei due anni tra la chiusura del primo sito e l'apertura di questo - il primo camion ha depositato il materiale il 27 maggio -, i rifiuti speciali del nord-ovest sono finiti all'estero, aumentando le spese di smaltimento da parte del comparto industriale. Il direttore generale di Barricalla, Alessandro Battaglino, ha stimato un risparmio del 20% del sistema industriale piemontese interessato, con la riapertura della discarica.
Ad essere smaltiti nel nuovo impianto sono, ad esempio, il piombo delle batterie, elementi di lampade non a LED, prodotti delle fonderie, dalle operazioni di cromatura, il rivestimento dei forni. Oltre, ovviamente, all'amianto, il materiale più pericoloso, diffuso e conosciuto. Dai dati ISPRA, nel 2025 in Italia sono state prodotte 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali – 154,3 milioni di non pericolosi e 10,2 di pericolosi. Le discariche per raccogliere i rifiuti speciali sono 249 - erano 364 nel 2015 - e quelle per i rifiuti pericolosi sono soltanto 11.
Il pre-trattamento dei rifiuti
I rifiuti, prima di arrivare all'impianto, sono pre-trattati prima del trasporto. Una volta arrivati a Barricalla 2, vengono immessi nel deposito appena terminato di costruire. Sei metri di argilla proteggono la falda acquifera, situata 11 metri al di sotto del livello del terreno. "Una goccia d'acqua impiegherebbe 600 anni ad attraversare questi sei metri di argilla" ha spiegato Battaglino.
A ulteriore protezione del terreno, sono posizionati due teli: uno di plastica termosaldata e uno di "tessuto non tessuto". Poi, ulteriori 50 centimetri di ghiaia e, ai lati, 1,5 metri di argilla cementata. Due delle fosse sono dedicate interamente all'amianto, che viene bagnato e ricoperto di terra.
Trattandosi di materiale inorganico non c'è alcuna produzione di metano, l'unica attenzione dell'impianto è sul liquido percolato, che viene raccolto dallo strato dei due teli e aspirato con grandi pompe. Il percolato, a quel punto non più pericoloso, viene poi raccolto e smaltito da impianti ad hoc. Il liquido proveniente dall'amianto viene prima analizzato: questa è l'unica differenza rispetto a Barricalla 1, che non aveva una divisione tra l'amianto e gli altri tipi di materiale ma raccoglieva tutto insieme.
Nove postazioni che analizzano terreno e falda acquifera
Nove postazioni diverse analizzano il terreno e la falda acquifera, sia a monte che a valle del deposito, ma nei trent'anni di attività di Baricalla 1 nessun valore è mai stato trovato alterato. Sulle collinette create dall'ammassarsi di rifiuti e di terra sono state piantate erba e alberi, oltre a pannelli fotovoltaici per la produzione di energia pulita. Dentro l'ex impianto, tre arnie ospitano le api che producono miele millefoglie.
"L'impianto che inauguriamo oggi costituisce un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio - ha dichiarato Mauro Anetrini, presidente di Barricalla S.p.A - La conclusione di un lungo percorso che ci consente di rendere operativo un impianto moderno, tecnologicamente all'avanguardia e sicuro. Siamo stati, siamo e ci impegniamo ad essere per il futuro una eccellenza di un sistema nel quale il tema della ecologia è centrale e riguarda ciascuno di noi".
“Barricalla rappresenta una realtà strategica per il nostro territorio e l’avvio del nuovo impianto consolida l’eccellenza conquistata in questi anni. Quello dei rifiuti speciali è un tema importante che merita la massima attenzione e un elevato livello tecnologico e di innovazione: per questo è motivo di grande orgoglio che una realtà come questa sia frutto della partnership tra pubblico e privato, un unicum a livello nazionale, a conferma che quando le cose si fanno insieme, i territori possono offrire servizi e tecnologie d’avanguardia” hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’ambiente Matteo Marnati e alle partecipate Daniela Cameroni.
Stefano Lo Russo sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino ha aggiunto: “Siamo convinti che l’impianto Barricalla 2 doterà l’area metropolitana torinese e tutto il Nord Ovest di un’infrastruttura strategica per la gestione sicura dei rifiuti speciali e delle bonifiche. Anche la data scelta per l’inaugurazione, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha un significato simbolico importante e rappresenta la capacità di coniugare sostenibilità e sviluppo industriale. Il nuovo impianto servirà a garantire lo smaltimento sostenibile e sicuro dei rifiuti speciali, contrastando lo smaltimento illecito e tutelando la salute dei cittadini".
Comunicazione e divulgazione rivolte al grande pubblico
Barricalla negli ultimi anni ha avviato un’attività di comunicazione e divulgazione rivolta sia al grande pubblico, sia agli addetti ai lavori, con l’obiettivo di evidenziare l’urgenza di una politica economica, sociale e ambientale che tenga in considerazione il tema dei rifiuti. Come spiegato da Battaglino, l'assenza di una visione strategica ha varie ricadute sul Paese, dalla perdita di reddito causata dall’esportazione dei rifiuti ai ritardi nelle bonifiche di aree inquinate o lo spazio lasciato alle ecomafie, che smaltiscono illegalmente in stoccaggi non autorizzati.
Tra le iniziative anche due cortometraggi animati: L’ultima ape, che ha ricevuto la menzione nel Festival del Cinema d’Impresa 2025, e il recente All you can waste che sarà presentato in prima assoluta il 3 giugno 2026 all’interno di Cinemambiente (ore 17,45, Cinema Massimo, via Verdi 18 a Torino).
L'inaugurazione ufficiale dell'impianto sarà venerdì 5 giugno, anche se il primo camion carico di rifiuti speciali ha varcato le porte dell'impianto già mercoledì 27 maggio.




















