Attualità | 03 giugno 2026, 14:37

L’Ossario della Gran Madre riapre ai torinesi: storie e memoria ritrovata sotto la cripta

Conclusi i restauri del Sacrario che custodisce quasi 4mila caduti della Grande Guerra. Grazie ai volontari sarà aperto nei fine settimana. Le storie dei parenti: "Un cerchio che si chiude"

L’Ossario della Gran Madre riapre ai torinesi: storie e memoria ritrovata sotto la cripta

A seguito dell’accordo tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino, sono recentemente ultimati i lavori di ristrutturazione sia interna che esterna, che hanno interessato l’Ossario militare della Gran madre. A garantire il servizio di apertura al pubblico e di accoglienza dei visitatori, dopo un’apertura straordinaria per la ricorrenza del 25 Aprile, saranno i Volontari delle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e dei Sodalizi associati, coordinati da ASSOARMA Torino, il cui Presidente, il Generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero, ha voluto sottolineare l’importanza di questo luogo ritrovato.

“Con questa cerimonia e con il diretto contributo  dei nostri Volontari  si intende valorizzare il prezioso patrimonio monumentale, simbolico e storico  rappresentato dall’Ossario militare e promuoverlo alla perenne memoria della Città di Torino e della collettività.” E aggiunge – “Si tratta di un evento reso possibile dal congiunto impegno  di AFC Torino, responsabile dei servizi cimiteriali della Città, della Pro Loco Torino e delle Associazioni d’Arma e Combattentistiche  custodi dei valori costituzionali”.

La storia di questo luogo risale agli anni Trenta, quando venne concepita una cripta monumentale per onorare i 3.851 soldati piemontesi o sepolti  in Città, caduti durante il primo conflitto mondiale. I resti vennero trasferiti dal Cimitero Monumentale nel 1932 con una solenne cerimonia pubblica.

“Ancora oggi come allora, il Sacrario mantiene questa funzione identitaria di memoria collettiva e individuale” -  dichiara Carlo Tango amministratore delegato di AFC (la Società partecipata del Comune che gestisce i servizi cimiteriali e i sei cimiteri della Città) – “ I discendenti di alcuni di quei poveri soldati dati per dispersi, si rivolgono ai nostri uffici per poter avere informazioni e risistemare quel tassello mancante  nella storia di famiglia”. L’ultimo ritrovamento è recente, Domenico Triaca, un contadino umbro di Castel Ritaldi, il cui nome per il bisnipote e per suo nonno che era rimasto orfano a due anni,  era solo un’incisione su una lapide commemorativa del paese. “Ora finalmente c’è un luogo in cui potergli dedicare una preghiera, è un cerchio che si chiude.”- ha detto commosso alla dottoressa Renata Santoro di AFC quando è riuscita a ritrovarlo. Così  è stato anche per il  capitano dei carabinieri Giuseppe Borgna, militare in carriera  ucciso in Albania e per anni dato per disperso finché il suo nome è ricomparso tra le migliaia di cellette sotto la Gran Madre.

“Restituire questo luogo ai Torinesi e non solo, è importante  – conclude Andrea Araldi presidente di AFC – “perché riavvolge il filo della memoria e mantiene vivo il legame tra la Città e la sua storia”. E’ possibile rendere omaggio ai caduti o visitare l’Ossario ad ingresso libero, ogni sabato e domenica dalle ore 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 e durante le principali ricorrenze civili e religiose, tra cui il 2 giugno, il 24 giugno, l’8 settembre e per la commemorazione dei defunti a novembre.

comunicato stampa

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Johanna Finocchiaro

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