C’è un legame profondo, quasi viscerale, che unisce le rotaie di Torino all’altare della Basilica della Consolata. Un legame fatto di devozione, gratitudine e fatica condivisa. Ogni anno, con l'avvicinarsi del 20 giugno, la comunità torinese si prepara a una delle sue manifestazioni religiose più sentite e suggestive: la Processione della Madonna della Consolata.
Dietro le quinte di questo imponente evento c'è un gruppo di uomini che, da generazioni, custodisce un privilegio e un dovere unici. Sono i Tranvieri della Consolata, l’unico corpo abilitato a spingere il maestoso carro della Vergine per le vie della città.
Abbiamo incontrato Giovanni Spagnolo, Presidente dell'associazione, proprio all'interno della Basilica, mentre fervono i preparativi e l'allestimento del carro.
Un miracolo lontano un secolo
Per capire da dove nasce questa fortissima dedizione, bisogna riavvolgere il nastro della storia fino al 1900, un anno tragico per la città di Torino, colpita da una violenta ed estesa pestilenza.
"Ci fu una gravissima peste che portò via tantissime vite in città," racconta con emozione il Presidente Spagnolo. "Ma accadde qualcosa di inspiegabile, un vero e proprio miracolo: nessun tranviere torinese perse la vita a causa di quell'epidemia. Da quel momento, la devozione dei tranvieri verso la Madonna della Consolata divenne totale."
Quel voto di gratitudine si è tramutato nel tempo in una promessa strutturata. Esattamente 76 anni fa, nel dopoguerra, gli avi degli attuali tranvieri decisero di fondare ufficialmente l'associazione, legando indissolubilmente il loro operato alla processione e prendendosi l'impegno d'onore di essere i “motori umani” del carro della Consolata.
Il rito della preparazione e un incontro senza confini
Oggi, nel 2026, quella tradizione è più viva che mai. L'allestimento del grande carro dorato, adorno di angeli e velluti rossi, richiede giorni di meticoloso lavoro manuale. Attualmente, una decina di persone è impegnata nel santuario per lucidare i dettagli, sistemare i tessuti e verificare che ogni elemento sia pronto per il grande giorno.
Proprio durante queste delicate fasi di preparazione, l'atmosfera della Basilica si è arricchita di un momento di profonda condivisione internazionale. Un gruppo di parrocchiani e turisti polacchi, provenienti dalla Parrocchia della Madonna di Częstochowa di Kamionka Wielka (vicino a Nowy Sącz), è passato a fare visita ai tranvieri.
L'incontro tra i fedeli polacchi – legati storicamente al culto della loro "Madre Nera" – e i tranvieri torinesi, custodi del carro della Consolata, ha testimoniato come la devozione mariana sia un linguaggio universale capace di unire popoli e culture diverse nell'ammirazione di un rito così antico.
"Siamo circa una decina di persone dedicate all'allestimento in questi giorni," spiega Spagnolo, ricordando anche il calore delle visite ricevute. "È una cosa che facciamo tutti gli anni, e la facciamo sempre molto volentieri. È un orgoglio che portiamo nel cuore."
La processione del 20 giugno
Il culmine di questo sforzo collettivo si vedrà la sera del 20 giugno, quando il carro varcherà le porte della Basilica. Saranno tantissimi i tranvieri che si raduneranno, pronti a mettere le proprie braccia e il proprio fervore al servizio della Patrona di Torino.
Un appuntamento che unisce la fede cattolica alla storia stessa del trasporto pubblico, dell'identità operaia e del senso di comunità della città. Il Presidente Spagnolo conclude con un invito caloroso, esteso ai torinesi e ai pellegrini di tutto il mondo:
"Il giorno 20 giugno ci sarà la tradizionale processione. Vi aspettiamo tutti quanti!"
I Tranvieri della Consolata dimostrano, ancora una volta, che ci sono tradizioni capaci di sfidare il tempo, dove la fatica si trasforma in preghiera e le ruote del carro continuano a girare grazie alla forza intramontabile della devozione.
















