Un'idea che ciclicamente riemerge nel dibattito di quartiere e che, a distanza di oltre un decennio, cerca nuovamente spazio nell'agenda politica della Circoscrizione 7. La possibilità di realizzare un'area cani in viale Suor Giovanna Michelotti, all'altezza di piazza Carrara, torna infatti sul tavolo grazie a una mozione presentata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Francesco Lauria.
L'obiettivo non è ancora quello di dare il via libera all'opera, ma di convocare una commissione specifica per verificare se esistano le condizioni tecniche, urbanistiche e ambientali per trasformare una porzione del parco in uno spazio dedicato allo sgambamento dei cani.
Una richiesta che arriva da lontano
La proposta affonda le radici in una storia lunga. Come ha ricordato lo stesso Lauria durante il dibattito, si tratta di una progettualità di cui si parla da almeno 15 anni senza che si sia mai arrivati a una soluzione concreta.
"Vorremmo fosse fatta una valutazione dell'area per capire se, come pensiamo, può ospitare uno spazio per i quattro zampe", ha spiegato il consigliere pentastellato. L'intenzione è quella di coinvolgere uffici tecnici, servizi comunali e realtà del territorio per comprendere se il tratto individuato possa effettivamente ospitare una nuova area di sgambamento.
Il precedente delle 200 firme
A testimoniare quanto il tema sia radicato nel quartiere è intervenuto anche il consigliere Daniele Moiso, che ha ricordato una precedente iniziativa avviata tra il 2012 e il 2013. "Portai una richiesta accompagnata da circa 200 firme per creare un'area cani. Fu anche convocata una commissione, ma non si arrivò ad alcun risultato", ha spiegato. D'accordo anche il consigliere del Partito Democratico, Beppe Cammarata. "Secondo me lo spazio sufficiente per un'area di sgambatura c'è", ha osservato, evidenziando come la richiesta venga avanzata da tempo dai proprietari di cani del quartiere.
Un problema che resta ancora attuale, soprattutto perché nella porzione di città collocata sulla sponda destra del Po continuerebbe a mancare uno spazio dedicato, nonostante la presenza di ampie aree verdi lungo il Michelotti.










