Nelle scorse settimane aveva fatto parlare in positivo, perché era un messaggio per tenere acceso un faro sulla tragedia di Gaza. Adesso a Nichelino il murale per la pace di Mr. Fijodor è stato vandalizzato, con una scritta "Remigrazione", che tira in ballo discorsi e proclami politici che sono risuonati anche all'interno dell'aula del Parlamento.
L'assessore Fiodor Verzola, denunciando quanto accaduto in via Moncenisio, ha provato a fare un discorso più generale, senza limitarsi ad accusare coloro che si sono resi protagonisti del gesto: "Non ve ne faccio una colpa. Perché andare a scrivere “remigrazione” su un murale dedicato a Gaza dipinge perfettamente il declino culturale di questo paese, oltre al fatto che chi ha compiuto il gesto non abbia capito nulla di cosa sia la remigrazione stessa, che può anche partire da un sentimento di insicurezza comprensibile, ma scrivere “remigrazione” sul murale di Gaza significa, evidentemente, non aver capito nulla. E io non ce l’ho con voi, davvero. Siete delle vittime".
Verzola: "Necessario un grande lavoro culturale"
Verzola ritiene i responsabili della vandalizzazione del murale "il capolavoro delle classi dominanti dopo oltre quarant’anni di attacco diretto e saccheggio del sistema istruzione in Italia, del depauperamento degli strumenti culturali e dell’erosione di quegli anticorpi che ci permettono di analizzare il mondo nelle sue complessità. C’è un grande lavoro da fare, principalmente culturale e senza scendere al livello delle provocazioni e dei provocatori, che non vanno insultati e non vanno dileggiati, perché sono delle vittime del sistema e vanno aiutati per condividere maggiormente il proprio sapere, la propria cultura e i propri strumenti di analisi, per evitare che altre persone vengano lasciate in balia delle bestialità".
L'assessore di Nichelino tenta addirittura di sdrammatizzare: "Nonostante questa cosa mi faccia arrabbiare, vi assicuro che provo compassione ed empatia per voi. Perché se davvero riusciste a capire cosa significa la vita a Gaza, non vi sareste permessi di scrivere un’idiozia del genere. Provo pena a pensare a quali esistenze inconsapevoli e inconsistenti conducete mentre il mondo brucia e non ve ne accorgete. Ma di quale remigrazione state parlando? Quanti palestinesi ci sono in Italia? Quanti gazawi ci sono a Torino? Qual è il senso del vostro gesto?" si domanda Verzola. "La vera battaglia tuttavia è un’altra, quella di fornire opportunità e strumenti per comprendere il mondo, per analizzarlo e per non cadere in balia delle provocazioni più becere. E per questo noiandiamo avanti, ripristineremo il murale, daremo nuovamente voce al sordo grido di dolore di chi sta morendo sotto le bombe".
"La parola “remigrazione”, resa popolare nel dibattito politico da ambienti della destra radicale, non può trovare spazio sui muri della nostra città come strumento di odio e divisione. Nichelino continuerà a essere una città che promuove partecipazione, rispetto delle persone e valorizzazione degli spazi condivisi. Per questo condanniamo con fermezza quanto accaduto e lavoreremo affinché il murale venga ripristinato nel più breve tempo possibile", ha sottolineato il sindaco Giampiero Tolardo.
Sabato presidio di solidarietà in via Moncenisio
In risposta a quanto accaduto, l’Associazione IDEA Resistenza Culturale promuove un presidio pubblico sabato 27 giugno alle ore 11 presso il murale di via Moncenisio 39: "L’episodio rappresenta un grave atto intimidatorio che colpisce un simbolo di solidarietà e impegno civile. Non si tratta di una semplice provocazione, ma di un gesto che richiama linguaggi e pratiche di esclusione, alimentando una cultura dell’odio incompatibile con i valori democratici e costituzionali", ha spiegato il presidente Paolo Coniglio.
"L’imbrattamento del murale dedicato a Gaza è un gesto che non colpisce soltanto un’opera, ma un messaggio di umanità e solidarietà. Di fronte a chi prova a diffondere odio e divisione, rispondiamo con la partecipazione, la presenza e l’impegno civile. Saremo sotto il murale per affermare che Nichelino è una comunità che non si lascia intimidire e che continua a difendere i valori della convivenza democratica, dell’antirazzismo e della solidarietà internazionale", aggiunge Coniglio, invitando cittadini, associazioni e realtà del territorio a partecipare al presidio "per ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di razzismo, discriminazione e fascismo, difendendo gli spazi pubblici come luoghi di dialogo, convivenza e rispetto reciproco".










