Politica | 27 giugno 2026, 16:16

Popillia japonica, l'allarme di Avetta (PD): "Le trappole sono poche, serve un piano straordinario"

Vigneti e frutteti del Canavese sotto attacco del coleottero. La richiesta alla Regione: più risorse e risarcimenti per tutelare i produttori e l'Erbaluce

Popillia japonica, l'allarme di Avetta (PD): "Le trappole sono poche, serve un piano straordinario"

"Anche quest’anno, com’era ampiamente previsto, registriamo una diffusione preoccupante in tutto il Canavese e nelle vicine pianure del vercellese e biellese, da Borgo D’ale verso nord-est, della popillia japonica nelle piantagioni da frutto e nelle vigne, in particolare nelle coltivazioni biologiche -  dichiara il consigliere regionale del PD e membro della Commissione Agricoltura, Alberto Avetta -. Siamo di fronte ad un flagello ormai conosciuto, che rischia di optimistizzare e compromettere la vocazione eno-gastronomica ed eno-turistica del nostro territorio, danneggiando in particolare la produzione di frutta e dell’Erbaluce di Caluso (tra 1,2 e 1,6 milioni di bottiglie ogni anno). Il Piano d’azione attivato dalla Regione Piemonte per il contenimento della diffusione del coleottero (Piano che include alcuni Comuni canavesani nell'elenco delle “zone infestate” o delle relative aree cuscinetto), finora non risponde appieno alle attese dei produttori."

"Le fotografie scattate in questi giorni nelle vigne e nei frutteti di questa parte del Piemonte raffigurano uno scenario desolante - prosegue Avetta -. Le trappole sono troppo poche per riuscire contrastare la dimensione del fenomeno e la posa delle stesse procede a rilento: servono più risorse. La Giunta Cirio, forte dell’esperienza degli anni passati, avrebbe dovuto avere piena contezza dell’entità del problema e delle necessità per affrontarlo. Forse siamo ancora in tempo per correggere e rendere più efficaci gli interventi programmati ma servono investimenti adeguati. Occorre, inoltre, predisporre un piano d’intervento mirato a risarcire i produttori che vedessero ridotte o addirittura azzerate le produzioni 2026. Il comparto frutticolo e quello enologico sono già duramente colpiti da altre gravi problematiche (siccità, crisi del vino, ecc.); pertanto, servono interventi di contrasto più efficaci e risarcimenti ai produttori, anche per evitare che i turisti del vino fuggano dal Canavese e che l’impegno di tanti giovani vignaioli canavesani venga compromesso".

Redazione

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Johanna Finocchiaro

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Sono Johanna. Classe 1990, nata a Torino, appassionata di musica, viaggi, lingue straniere e poesia. Già, POESIA.
Scrivo sin dalla tenera età (mi sono innamorata di lei al nostro primo incontro, alle scuole elementari) e leggo, leggo tanto, sempre e ovunque. La mia massima fonte d'ispirazione è la natura e l'arte sua complice: mi conquistano l'immediatezza, la forza comunicativa, la varietà di forme e concetti espressi, la contraddizione.
Viaggiando ho compreso quanto il mondo sia immenso, dinamico ed io piccola. Mi ci sono adattata, pian piano, stravolgendo i piani e spostando i limiti. Oggi, continuo ad essere curiosa. E gioiosa. Mi occupo di divulgazione culturale e ho all'attivo quattro pubblicazioni: Clic (L'Erudita Editore), Ramificare (Eretica Edizioni), Specchi (Scrivere Poesia Edizioni), L'Atto versato (Edizioni Il Cuscino di Stelle). Obiettivo primario: sostenere una cultura consapevole, socialmente impegnata.
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Questa rubrica nasce sotto una buona stella o così mi piace pensare; si propone, con determinazione, di avvicinare il lettore a un genere letterario incompreso quanto testardo: la poesia.
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