“La comunità è molto bella, mi sono sentito ben accolto e mi trovo bene”: l’impegno di don Mauro Roventi Beccari, 70 anni, per le parrocchie di Torre, Villar e Bobbio Pellice si è concentrato, e continua a farlo, sulla collaborazione con il mondo valdese che le circonda e sull’offrire una valorizzazione del patrimonio storico-artistico disponibile. Ha infatti a cuore la ristrutturazione delle due strutture dell’Ottocento che ospitano la Chiesa di San Martino e il Priorato Mauriziano di Torre Pellice, per ora in una primissima fase di studio.
Il percorso ecclesiastico
Originario di Pinasca, ha iniziato il suo percorso nel Seminario Vescovile di Pinerolo. “Sono poi approdato nelle comunità benedettine e sono stato per 12 anni tra i Benedettini a Venezia e Padova, per la specializzazione”, racconta.
Tornato in Piemonte, Monsignor Giachetti lo ha nominato prete il 22 marzo 1992. “Ho poi iniziato il mio percorso come viceparroco a San Pietro Val Lemina e in seguito a Villar Perosa, a fianco di don Franco Gallea. Dopo 5 anni sono diventato parroco per la prima volta a Buriasco e Appendini.”
Monsignor Debernardi gli ha poi chiesto di aiutarlo a San Maurizio a Pinerolo, dove è stato una decina di anni. Si è in seguito presentata una necessità di presenza a Pragelato e Usseaux, dove è rimasto per l’intero mandato di nove anni, per poi arrivare a Perosa Argentina.
Attualmente, da settembre scorso, è parroco nella parrocchia di San Martino a Torre Pellice, nella parrocchia di San Maurizio a Villar Pellice, e in quella di Santa Maria Assunta a Bobbio Pellice. “Per fortuna, il diacono permanente Giuseppe Ciminelli mi dà una grandissima mano perché amministra Villar e Bobbio, dove le due comunità cattoliche sono molto piccole”, afferma. D’altronde si è nel fulcro della tradizione religiosa valdese. “Villar funziona sempre anche d’estate, mentre Bobbio è legata molto al turismo estivo, quindi d’estate c’è la funzione ogni settimana mentre d’inverno la chiesa rimane chiusa.”
A Torre Pellice continuano a concentrarsi la maggior parte delle attività, come la catechesi e il gruppo dei giovani. “C’è una collaborazione stretta con tutte le associazioni locali, tra cui la Chiesa Valdese e l’Esercito della Salvezza, ad esempio.”
Al momento don Roventi Beccari segue il gruppo dei diaconi permanenti, è direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano ed è presidente del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Pinerolo.
Una passione per l’arte
Tra le passioni di don Roventi Beccari c’è il mondo dell’arte, come testimoniano alcuni suoi affreschi tra cui ‘Guarda la Stella, invoca Maria’ e la mostra ‘Venite e vedrete’ ospitata dal Museo Diocesano nel 2024.
Un entusiasmo che si riflette su patrimoni artistico-culturali nella parrocchia di San Martino. “A cuore abbiamo la ristrutturazione del Priorato Mauriziano, istituito nel 1840 con Regie Patenti, coniugando le attività della parrocchia con la storia del monumento, e il recupero della Chiesa di San Martino, terminata nel 1844 e inaugurata alla presenza di re Carlo Alberto”, spiega.
Si è ancora nella prima fase di ricerca. “Abbiamo in mente di costituire un’associazione laica per collaborare alla ricerca di fondi e seguire l’intervento. Sono strutture con un impatto storico e artistico notevole, che deve essere rispettato. Sarebbe un intervento strutturale, tutelando però, per esempio, la volta a cassettoni della chiesa e il doppio portico interno con chiostro del priorato.” Si punta a ripristinare ciò che c’era nell’Ottocento, coniugando antico e nuovo.
L’impegno per l’oratorio estivo
Dopo aver accompagnato a Lourdes i pellegrini pinerolesi dell’Acvs - Associazione Cultura Viaggi Sociali a metà luglio, don Roventi Beccari è stato impegnato con l’oratorio estivo, proposto dalla parrocchia di San Martino in sintonia con quella di Luserna Sacro Cuore.
“È molto bello, lavoriamo insieme. Quando terminano loro dopo quattro settimane, dalla fine della scuola fino intorno alla seconda settimana di luglio, cominciamo noi, fino alla fine del mese luglio. Prendiamo bambini dalla terza elementare.”
Per il futuro c’è l’idea di provare a offrire il servizio anche a inizio settembre. “Magari dal prossimo anno, ci piacerebbe occupare le prime settimane di settembre che rimangono scoperte perché i genitori tendenzialmente lavorano ma i bambini non vanno ancora a scuola. Su questo, però, dobbiamo ancora organizzarci”, conclude.












