Cultura e spettacoli | 25 agosto 2026, 12:05

Un Francesco d’Assisi ‘ribelle’ e umano va in scena a Pinerolo

Prodotto da ‘La Terza Stanza’ e firmato dall’orbassanese La Noce, porta in scena una figura contemporanea, lontana dall’icona classica

Alessandro La Noce

Alessandro La Noce

Un San Francesco lontano dall’immagine rassicurante costruita nei secoli, restituito nella sua dimensione più umana, inquieta e persino ribelle. È questo il proposito dell’opera teatrale ‘Francesco non è qui’. Lo spettacolo scritto e diretto dall’orbassanese Alessandro La Noce, andrà in scena il 12 dicembre alle 21 all’Auditorium di corso Piave a Pinerolo (ingresso libero), per celebrare l’ottavo centenario della morte del santo, all’interno di una serie di eventi organizzati da un coordinamento pinerolese nato per l’occasione.

L’idea nasce dopo le precedenti esperienze teatrali di La Noce a Pinerolo, che hanno portato il regista a creare legami con artisti del territorio. Da qui è nato ‘La Terza Stanza’, un comitato che riunisce diversi artisti con l’obiettivo di fare della cultura uno spazio di incontro e confronto. “Non volevamo semplicemente occupare un palcoscenico, ma abitare un territorio”, spiega La Noce.

Il titolo dello spettacolo racchiude già il suo significato. ‘Francesco non è qui’ perché, secondo l’autore, il santo che l’immaginario collettivo conosce non coincide con l’uomo che fu realmente: “Volevo togliere l’icona per come ce l’hanno sempre descritta e restituire un uomo attraversato da conflitti, da scelte radicali e da un desiderio di ribellione che può essere ancora profondamente contemporaneo”. ‘Non è qui’ quindi perché non si vedrà in scena il santo ‘buonista’ che parla agli animali, ma l’uomo che storicamente è stato capace di ribellarsi al padre, di rinunciare alle ricchezze e di mettere in discussione perfino la Chiesa del suo tempo.

Lo spettacolo è articolato in tre diversi momenti. Nel primo, durante una festa dedicata a San Francesco in un paese contemporaneo, alcuni abitanti riflettono su come la sua figura sia diventata quasi un fenomeno di merchandising, finché è lo stesso Francesco a comparire per contestare quell’immagine. Nel secondo momento, una giornalista intervista tre suore che finiscono per attribuire al santo miracoli sempre più improbabili, in una rappresentazione volutamente ironica. Il finale è affidato a una scena di metateatro: Francesco dialoga con Dante Alighieri, chiedendogli perché lo abbia trasformato in un’icona ma il poeta di difende dicendo che non è quello che ha scritto lui, ma come lo legge il pubblico.

Oltre al debutto in teatro dello spettacolo, La Noce guarda al mondo della scuola, dove da anni svolge attività di educatore teatrale. L’obiettivo è portare lo spettacolo negli istituti perché: “I ragazzi non rifiutano i grandi temi, rifiutano i grandi temi quando vengono presentati come monumenti. Se invece diventano esperienza e conflitto, allora li riconoscono come propri”.

Martina De Mieri

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