Cronaca | 27 agosto 2026, 13:57

A San Salvario furti e parabrezza spaccati per comprare la droga, gli albergatori lanciano l'allarme

Gli operatori economici, insieme ai residenti, hanno aderito al Comitato spontaneo "Passi Liberi": obiettivo, occupare gli spazi

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"Non lasciate nessun oggetto e borse nelle auto in sosta: gli spacciatori spaccano i finestrini". E' questo l'alert che sono costretti a dare ai loro clienti gli albergatori di San Salvario, in particolare nel reticolo di vie a ridosso di Porta Nuova. Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma il faro sulla questione sicurezza nella zona vicino alla stazione si è riacceso dopo il furto al Tomato Urban Retreat di via Silvio Pellico 11. 

Il crack

La scorsa notte uno o più ladri si sono introdotti all'interno dell'hotel, danneggiando alcune porte, asportando una custodia per una bicicletta e una macchina per il caffè. Oggetti di poco valore economico, come già accaduto in passato: negli ultimi due anni e mezzi l'albergo ha subito quattro furti: in un caso era stato portato via la stampante. Gli autori sono con tutta probabilità tossicodipendenti in cerca di cose da rivendere per comprare la droga, in particolare il crack, diventato  una vera piaga sociale. 

"Il problema - come spiega il titolare Tommaso Vineis - è che intanto vengono forzati e danneggiati gli ingressi, con un impegno economico notevole per risistemarli". In seconda battuta alcuni albergatori, insieme ad un gruppo di residenti, hanno dato vita al Comitato spontaneo di cittadini "Passi Liberi".  "Lavoriamo - aggiunge l'albergatore - per dare un'immagine positiva del quartiere. La situazione però certi giorni è fuori controllo, con tantissimo spaccio e consumo di droga, oltre alle persone che dormono in strada. C'è una grande amarezza, perchè la sensazione è che si possa fare poco". 

Ad unirsi al coro è anche il collega Fabio Lin, proprietario dell'hotel Urbani (via Saluzzo 7a) e Montevecchio (via Rodolfo Montevecchio 13), che spiega come la microcriminalità crescente allontani i clienti. "La sera - chiarisce - sono spaventati, soprattutto dagli spacciatori e  possibili scippi in monopattino". Da tre anni gli operatori della zona collaborano con la Polizia Locale e l'assessore alla Sicurezza Marco Porcedda, che ha attivato anche un nucleo di agenti in borghese. 

Grazie all'azione congiunta con i Civich è stato possibile fermare una persona che sistematicamente spaccava i finestrini per svaligiare le auto: purtroppo il delinquente, dopo qualche mese di carcere, è tornato in azione. "Raccomandiamo ai clienti - sottolinea Lin  - di non lasciare nulla in auto perché se no vengono rotti i  vetri: non è un bel biglietto, soprattutto per una città che sta puntando sul turismo. Abbiamo recensioni negative perchè la struttura si trova in una zona considerata "brutta"". Lin ha deciso di dotarsi di porte che la notte vengono chiuse ed aperte, per i clienti, con un telecomando. "In caso di furto - aggiunge - non è tanto il danno economico, quanto lo spavento per i lavoratori che si vedono puntato contro un coltello o una pistola". 

"Passi Liberi" contro droga e degrado

Ad aderire a "Passi Liberi" è anche Roberto Arnaudo, della Casa del Quartiere, realtà da sempre in prima linea contro l'abbandono ed il degrado degli spazi. "Quest'anno - chiarisce - abbiamo deciso di rimanere aperti tutto agosto, evitando che l'Aiuola Ginzburg diventasse un punto di riferimento per lo spaccio: abbiamo coinvolto nell'attività di pulizia anche i senza fissa dimora che stazionano qui". Il collettivo è nato circa due anni fa, con l'obiettivo di affrontare anche il tema della sicurezza. 

Nell'ultimo biennio si è registrata infatti una grande avanzata di spaccio e consumo di crack a San Salvario, con aumento di esposti ed esasperazione dei residenti. "Con "Passi Liberi" non abbiamo - sottolinea - un approccio securitario e non facciamo le ronde. Negli scorsi mesi abbiamo organizzato diversi incontri, di cui uno in moschea, per fare informazione sulla diffusione del crack. Siamo poi andati ad occupare dei luoghi di spaccio, come alcune aree di via Berthollet e via Nizza, distribuendo libri gratuiti. Abbiamo poi promosso letture ad alta voce: l'idea è di occupare fisicamente gli spazi, entrando anche in relazione con le persone che vengono considerati "altro" perché smettano di fare paura". A settembre riprenderanno gli appuntamenti, anche per elaborare insieme strategia per usare in maniera semplice e creativa gli spazi pubblici. 

"Facendo uscire le persone in strada, i fenomeni si ridimensionano" conclude Arnaudo. "Abbiamo da subito -  aggiunge Antonio Castagna del collettivo - cercato di comprendere meglio il fenomeno e ci siamo fatti l'idea che avremmo dovuto aprire dei canali di comunicazione con i cittadini e con le istituzioni. Con i cittadini per creare occasioni di approfondimento sul fenomeno, perché quando un fenomeno viene compreso nella sua complessità anche i disagi li si affronta meglio. Con le istituzioni per cercare di capire quali fossero le strategie di contrasto al fenomeno e quali quelle di riduzione del danno".

Cinzia Gatti

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