C'è un nuovo punto di riferimento in Barriera di Milano. Questa mattina, in via San Benigno 22, è stato inaugurato lo sportello informativo sulla disabilità visiva della Circoscrizione 6. Un servizio semplice e fondamentale, che da oggi in poi sarà aperto ogni giovedì mattina dalle 9 alle 13. Gratuito. Per tutti.
A gestirlo sarà Progetto in Vista Aps, realtà torinese da anni in prima linea nella tutela e nel sostegno di chi convive con ipovisione e cecità. Uno sportello pensato per dare risposte concrete su prevenzione delle patologie oculari invalidanti, pratiche di pensione e invalidità, ausili tecnologici per la vita di tutti i giorni, servizi presenti sul territorio, percorsi di inserimento scolastico e lavorativo, fino alle opportunità di aggregazione, cultura e tempo libero.
"Essenziale per riorganizzare la vita"
"Si tratta di un servizio importante che bisogna far conoscere - dichiara Marco Bongi, presidente di Progetto in Vista Aps -. Molto spesso le persone che si trovano improvvisamente a dover fare i conti con una grave disabilità visiva si sentono spaventate e confuse. I medici quasi sempre non sono in grado di dare informazioni pratiche al di là degli aspetti meramente sanitari e terapeutici. Il ruolo delle associazioni diventa così fondamentale nell'orientare tali persone verso la riorganizzazione della propria vita".
Il servizio sarà coordinato dal vice-presidente dell'associazione Angelo Dello Spedale. Un'iniziativa resa possibile grazie al sostegno della Circoscrizione 6, che ha messo a disposizione i locali della propria sede di via San Benigno con l'obiettivo chiaro di potenziare i servizi di prossimità ai cittadini più fragili del quartiere.
Arte e inclusione
Non è la prima volta che Progetto in Vista porta arte e inclusione in Barriera. Tra i progetti realizzati l'anno scorso e riproposti quest'anno c'è "I colori nel buio", il laboratorio che ha coinvolto persone con disabilità in un percorso artistico attraverso olfatto e tatto.
Lo ha ideato Vito Garofalo, comico e pittore: "Io arrivo dal teatro di strada e da una scuola di grandi clown, ho fatto la Biennale di Venezia e altri eventi. Dopodiché mi sono occupato del sociale, perché oggi c'è solo ambizione di fare qualcosa e non di costruire percorsi. Questo progetto è stata una bella esperienza pittorica, ho fatto dipingere non vedenti tramite olfatto e tatto perché l'arte arriva ovunque".












