Cronaca | 17 settembre 2026, 12:38

Da Torino al Brasile per smantellare il traffico internazionale di droga: il "covo" della cocaina era al porto di Paranaguà

L'operazione ha visto coinvolti i carabinieri del Ros e la Polizia federale brasiliana, con il contributo della Procura della Repubblica di Torino e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo

Operazione tra l'Italia e il Brasile contro il traffico di droga, Torino in prima linea

Operazione tra l'Italia e il Brasile contro il traffico di droga, Torino in prima linea

Da Torino al Brasile, per la precisione al porto di Paranaguà, per smantellare una fitta rete internazionale specializzata nel traffico di droga e, in particolare, di cocaina. L'operazione è stata messa a segno questa mattina dai carabinieri del Ros e dalla Polizia federale brasiliana, con il contributo della Procura della Repubblica di Torino e la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

La droga viaggiava dal Sudamerica verso l'Europa. E l'operazione è scattata in cia a operazioni precedenti che già avevano permesso di raccogliere informazioni (e colpire) parte dell'associazione criminale composta da soggetti riconducibili alla criminalità organizzata italiana e da esponenti di organizzazioni criminali brasiliane. Sono in tutto otto le ordinanze di custodia cautelare e cinque decreti di perquisizione e sequestro. Sono state inoltre disposte misure patrimoniali nei confronti degli indagati, con il sequestro di beni immobili e il congelamento di disponibilità finanziarie, conti correnti e investimenti. 

Nonostante i colpi subiti in passato, con l’arresto avvenuto nel 2019 a Praia Grande, nello Stato di San Paolo, di due esponenti della criminalità mafiosa italiana, la struttura criminale era rimasta operativa: dopo gli arresti, familiari e persone di fiducia dei soggetti coinvolti avrebbero assunto il controllo delle attività illecite in Brasile, mantenendo i rapporti con i fornitori di stupefacenti e con gli operatori incaricati della gestione logistica e finanziaria delle spedizioni. La struttura criminale avrebbe così garantito la continuità del traffico attraverso il mantenimento delle rotte, dei sistemi finanziari e della rete di contatti precedentemente utilizzati dagli esponenti mafiosi arrestati nel 2019. 

Gli stupefacenti, una volta acquisiti e stoccati in Brasile, venivano organizzati per la successiva esportazione verso l’Europa, con destinazione finale in diversi Paesi, tra cui l’Italia. Oltre 4,6 tonnellate di cocaina sequestrate L’attività investigativa ha consentito di ricondurre alla struttura criminale almeno 11 sequestri di cocaina effettuati tra il 2019 e il 2020, per un quantitativo complessivo superiore a 4,6 tonnellate. Le spedizioni erano destinate a diversi Paesi europei, tra cui Italia, Belgio, Paesi Bassi, Francia e Portogallo. Tra i quantitativi individuati figura anche una partita di circa 2,2 tonnellate di cocaina che si trovava in Brasile al momento degli arresti del 2019 e che, secondo gli investigatori, sarebbe stata successivamente movimentata dalla struttura criminale riorganizzata. Una struttura criminale altamente organizzata L’indagine ha inoltre evidenziato l’elevato livello di organizzazione e sofisticazione tecnologica del sodalizio. 

I soggetti coinvolti avrebbero fatto ricorso a piattaforme di comunicazione criptate, dotate di sistemi volti a contrastare le attività investigative, nonché a intermediari finanziari specializzati nel trasferimento clandestino di capitali a livello internazionale. Parallelamente, sarebbero stati utilizzati strumenti e operazioni finanziarie finalizzati a occultare la provenienza dei proventi del traffico di stupefacenti e a reinvestirli in ulteriori attività criminali. Gli investigatori hanno individuato una vera e propria struttura finanziaria transnazionale, attraverso la quale ingenti somme di denaro sarebbero state trasferite e dissimulate mediante operazioni clandestine di trasferimento internazionale di valori, intermediari specializzati nei sistemi informali di compensazione finanziaria, società di comodo, investimenti immobiliari e acquisto di beni di elevato valore. L'utilizzo di operazioni finanziarie effettuate in più Paesi avrebbe inoltre avuto lo scopo di rendere più difficoltosa la ricostruzione dei flussi di denaro e l'individuazione dell'origine illecita dei capitali. 

La collaborazione tra le autorità ha consentito di ricostruire l’intera filiera criminale transnazionale, dall’approvvigionamento della cocaina in Sud America fino alla sua distribuzione sui mercati europei. Il ruolo dei Carabinieri del ROS Nell’ambito dell’attività investigativa, la Polizia Federale brasiliana ha ricevuto un significativo supporto dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS). L’attività congiunta ha consentito di ricostruire le dinamiche operative delle organizzazioni criminali attraverso l’analisi incrociata di comunicazioni criptate, dati telematici, documentazione finanziaria, immagini relative alle spedizioni di cocaina, informazioni sui container e ulteriori elementi probatori acquisiti in Brasile e in altri Paesi. 

redazione

Leggi tutte le notizie di MOTORI ›
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium