Non partire dalla malattia, ma dalle possibilità della persona. È il principio che guida i laboratori di Stimolazione Artistica Socio-Ricreativa, SASR, condotti dal musicista ed esperto nelle dinamiche dell’età involutiva Clemente Ernesto De Martino insieme all’Associazione Parkinsoniani del Canavese ODV.
Il percorso, sostenuto e sviluppato negli anni dal presidente Silvano Chiartano, prosegue oggi con la presidente, dott.ssa Luisa Paola Dodaro, Psicologa, Psicoterapeuta e Teacher di Yoga della Risata, il vicepresidente Pierangelo Masoero e il Consiglio Direttivo. Una continuità che conserva la storia dell’Associazione e, nello stesso tempo, guarda a nuove possibilità per le persone che vivono il Parkinson e per le loro famiglie.
Nei laboratori di De Martino le arti non sono un semplice intrattenimento. Musica, canto, ritmo, body percussion, giocoleria adattata, mimo, danza, respirazione, movimento, coordinazione, voce, disegno creativo e altre forme espressive diventano strumenti da scegliere e adattare alla persona. Una pallina può sollecitare attenzione, traiettoria e coordinazione; il mimo mette in gioco gesto ed espressione; canto e body percussion intrecciano voce, ritmo e movimento.
A questo patrimonio di esperienze si aggiunge ora la realtà immersiva con Meta Quest 3. Non per sostituire il lavoro già svolto, ma per aprire un ulteriore spazio di esplorazione. La domanda resta concreta: può un ambiente virtuale offrire nuove occasioni di ascolto, movimento, curiosità, creatività e partecipazione?
Attraverso il visore è possibile esplorare ambienti naturali e luoghi difficilmente raggiungibili, interagire con oggetti, seguire traiettorie, disegnare nello spazio tridimensionale e sperimentare esperienze sonore e musicali. Suono e ritmo possono accompagnare il gesto; le mani possono seguire uno stimolo o raggiungere un oggetto virtuale; musica e ascolto possono entrare in relazione con movimento, attenzione e percezione dello spazio.
Per De Martino, però, la tecnologia ha valore soltanto se rimane al servizio della persona. Il visore non deve isolare né trasformare chi lo indossa in uno spettatore passivo: deve diventare, quando appropriato, un’occasione per generare una scelta, un gesto, una risposta, una curiosità e una relazione.
La SASR non è una cura, non è terapia e non sostituisce gli interventi medici o riabilitativi. È un lavoro socio-ricreativo strutturato che ricerca, attraverso arti, movimento e relazione, strategie funzionali capaci di contribuire al benessere, alla partecipazione e alla qualità della vita.
Con l’introduzione della realtà immersiva, l’Associazione Parkinsoniani del Canavese sceglie così di confrontarsi con strumenti innovativi senza perdere la propria identità. Le attività si svolgono nelle sedi di Banchette, presso l’ex Consultorio, e di Castellamonte, presso l’ex Ospedale.
Dal canto alla giocoleria adattata, dal mimo al movimento, fino agli ambienti virtuali, cambiano gli strumenti ma non il principio del lavoro: adattare l’esperienza alla persona e non la persona all’esperienza.
È la sintesi del percorso di De Martino: la persona prima della malattia e prima del metodo.










